Le priorità del Paese devono rimanere le riforme e la gestione dei fondi. Draghi? Sarebbe una garanzia se mantenesse «per alcuni anni un ruolo istituzionale di primo piano». Questo il punto di vista dell’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, che considera l’attuale premier come una scelta ottimale per l’economia italiana.
«Una priorità fondamentale per l’Italia è spendere i fondi» per la ripresa, «evitando i rischi di un crescente statalismo e favorendo, al contrario, un ecosistema che dovrebbe diventare veramente business friendly», spiega il banchiere in un’intervista al Financial Times, alla vigilia dell’elezione del presidente della Repubblica. Il Recovery fund, aggiunge, «può essere un punto di svolta in termini di crescita prevista aggiuntiva, che è particolarmente significativa per un paese altamente indebitato».
«Chiaramente, la migliore garanzia» per realizzare le riforme della concorrenza, della giustizia civile e della pubblica amministrazione, «è che Mario Draghi mantenga per alcuni anni un ruolo istituzionale di primo piano». La ricetta dell’ad per l’economia italiana» scrive il Ft «giunge in un momento in cui Mediobanca è bloccata in una lotta di potere con il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, grande investitore sia nell’istituto guidato da Nagel che in Generali».
«L’investimento di Generali contribuisce in modo apprezzabile ai nostri obiettivi finanziari e presenta un ritorno nettamente superiore al nostro costo del capitale», afferma Nagel, sottolineando come in questo momento vi siano «una serie di importanti» decisioni, «che saranno un test per la maturità del capitalismo italiano. L’Italia» conclude «deve mettersi al passo con le pratiche di governance favorite dai mercati internazionali per rendere il Paese più appetibile per gli investimenti».
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