La linea mediana, quella delle trame tessute e degli assist di realizzazione, è tutta per Mediobanca, che sta assumendo un ruolo di primissimo piano in molte partite aperte: advisor di Atlantia nella complessa partita Autostrade, al fianco di Carlo Messina nell’opas di Intesa Sanpaolo su Ubi, consulente del governo per l’uscita da Mps, presente nella fusione Fca-Psa (attraverso la controllata Messier Maris) e nella riorganizzazione strategica di Esselunga. Si tratta di alcune delle operazioni di investment banking che vedono Mediobanca nel ruolo di regista, grazie al tandem fra Alberto Nagel, l’amministratore delegato, e Francesco Canzonieri, a capo del Cib (corporate investment banking). Piazzetta Cuccia è tornata a ruggire come un tempo? Qualche voce critica ricorda che talvolta, nel settore dell’investment banking, si fanno grandi operazioni a forte sconto, anche a puro costo, pur di conquistare clienti e farsi pubblicità. Ma i conti presentati di recente raccontano che le commissioni registrate dal Cib sono state pari a 226 milioni nell’ultimo anno. E, di queste, circa un terzo è stato messo a segno grazie alle attività di advisory. Il gruppo ha pubblicato i conti e l’ad Nagel ha detto che ” Mediobanca avrà un ruolo di primo piano nel consolidamento bancario, che nei fatti è già partito e ci coinvolgerà anche in altre realtà in qualità di advisor. L’attività di m&a è avvenuta in un modo che non mi sarei aspettato ma in una maniera molto efficace”. Il top manager ha citato non solo il caso Intesa-Ubi ma anche quello di Generali su Cattolica, che di fatto hanno dato il via al m&a finanziario in Italia. Se l’operazione di Intesa, una vera e propria opa ostile nei confronti di Ubi, è andata a segno con un risultato senza appello (oltre il 90% delle adesioni), a breve Piazzetta Cuccia dovrà trovare una soluzione a Mps. Ma l’operazione non pare troppo complessa per Canzonieri: “In questo settore – ha spiegato – servono preparazione, sicurezza, credibilità e un track record”.








