Mario Draghi ha partecipato all’assemblea di Confindustria, tenutasi a Roma, nel Palasport di Luigi Nervi. Lo racconta il direttore Askanews, Paolo Mazzanti, che sottolinea l’entusiasmo che è stato dimostrato nei confronti del premier, a cui è stato chiesto anche dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, di «andare avanti a governare a lungo».
«Il mondo produttivo si aggrappa a Draghi» spiega Mazzanti «perché appare l’unico in grado di riportare l’Italia a una crescita strutturale e sostenibile di lungo periodo, sconfiggendo la pandemia, utilizzando al meglio i fondi del Pnrr e mitigando i rischi del caro energia e dell’inflazione».
«Bonomi ha detto che ci sono tre tipi di politici: gli “uomini della Provvidenza”, noi ne abbiamo avuto uno e ci è bastato; gli “uomini del possibile” che scansano i problemi difficili e vivacchiano giorno per giorno facendo poco e nulla, e noi ne abbiamo avuti troppi; e gli “uomini della necessità”, come De Gasperi, Baffi e Ciampi (Bonomi si è colpevolmente dimenticato Monti) che fanno le cose necessarie anche quando sono impopolari», scrive su InPiù.net.
«Draghi è un “uomo della necessità” e deve proseguire a governare finché sarà necessario (anche dopo le elezioni del 2023?). Ai partiti, che sono i veri ostacoli per gli “uomini della necessità” e soprattutto a Salvini (pur senza nominarlo) Bonomi ha riservato staffilate e invettive: non devono litigare sul nulla, piantare anacronistiche bandierine; devono sostenere l’estensione del Green pass ed eventualmente domani l’obbligo vaccinale e non devono difendere misure dannose come Quota 100 (voluta da Salvini), che Bonomi ha definito “un furto ai danni dei più bisognosi”».
«Draghi ha risposto con compiaciuta ironia: “È già importante che un governo non faccia danni, ma noi dobbiamo cercare di fare le riforme indispensabili”. Poi ha ribadito che non aumenterà le tasse, “perché è il momento di dare soldi, non di chiederne” e ha lanciato il Patto economico e sociale, che lui ha definito “Prospettiva condivisa di sviluppo”, tra governo, imprese e sindacati per accompagnare la ripresa e il Pnrr. Un chiaro richiamo alla concertazione di Ciampi, altro “uomo della necessità”».
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