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Ezio Mauro (Repubblica): «Politica europea: andare verso una forza costituente dal basso»

La politica europea deve «andare oltre gli attuali assetti, costruendo una rete che proietti una forza costituente dal basso mentre in alto la forza della leadership è bloccata». Lo sostiene Ezio Mauro, guardando all’attuale situazione in Europa, con l’uscita di scena della Merkel, “vera leader d’Europa”, e del Trattato del Quirinale siglato tra Francia e Italia.

«Queste intese rafforzate» scrive Mauro su Repubblica «sono la prova della necessità istintiva della politica europea di andare oltre gli attuali assetti, costruendo una rete che proietti una forza costituente dal basso mentre in alto la forza della leadership è bloccata. Forse il nuovo è confusamente cominciato e l’inquietudine delle destre dimostra che l’ispirazione di questi nuovi patti tra gli Stati è l’opposto del nazionalismo».

«L’orizzonte è l’Europa, un soggetto capace di avere una politica estera, quindi un ruolo internazionale nelle piccole e grandi crisi del mondo, e prima ancora un’identità culturale consapevole e riconoscibile. L’obiettivo reale, in sostanza, è quello di dare una ragion di Stato alla moneta comune, oggi politicamente nuda e sterile, per poterla spendere alla borsa delle potenze».

Secondo Mauro nel Trattato del Quirinale c’è qualcosa che va oltre gli impegni pratici, qualcosa «che riguarda gli Stati, la loro vocazione e il loro compito: in questo caso il ruolo di Italia e Francia come fondatori della Ue, membri di una comunità di destino che si basa sui valori di pace e sicurezza, rispetto della dignità umana, dei diritti e delle libertà fondamentali, della democrazia, dell’eguaglianza e dello Stato di diritto».

«Siamo dunque davanti a qualcosa di diverso da un patto di cooperazione interstatale: la ricostituzione di un potenziale “nocciolo duro” della nuova Europa da parte di due fondatori, aperti agli altri partner. Nella convinzione che in questa fase di impasse politico, procedurale, di leadership, il cambio di passo generale che non si può realizzare a Bruxelles può essere tentato a Parigi e a Roma, con uno strappo parziale che prefiguri i prossimi traguardi necessari per la Ue, realizzandoli nello spazio comune dei due Paesi».

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