“In sei anni il Trentino ha perso 565 attività commerciali e 85 milioni di euro di ricchezza.
Significa perdere servizi, lavoro e valore per le nostre comunità.
Ogni serranda che si abbassa rende più fragile un quartiere, un centro storico o un paese e incide anche sulla sicurezza, sulla coesione sociale e sulla qualità della vita.
Il commercio digitale rappresenta un’opportunità, ma la competizione deve essere equilibrata e non può tradursi nel progressivo impoverimento dei territori”.
Lo ha dichiarato Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino, sottolineando che “l’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali.
Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle piattaforme internazionali non è infatti neutro per le economie locali”.








