La proposta di “chiedere alle grandi banche un contributo del 5% sugli utili non significa penalizzare il settore né mettere in discussione la sua solidità, ma chiedere a chi ha guadagnato di più di contribuire un po’ di più”.
Lo sottolinea in un’intervista a MF-Milano Finanza il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché leader leghista, Matteo Salvini, in una giornata scandita da una riunione dopo l’altra sul Piano Casa, sul Ponte sullo Stretto e gli extra costi causati dai conflitti.
Il gettito del contributo degli istituti “dipenderà dalla base imponibile e dalla formulazione definitiva della misura, che andrà definita in manovra”.
Ministro, non c’è il rischio che un nuovo contributo delle banche possa tradursi in maggiori costi per clienti e imprese o in minore attrattività per il sistema Paese italiano?
“Tutto mi divide da Pedro Sánchez, però la tassa sugli utili bancari ideata dalla Spagna è una prova ‘sul campo’ che dimostra che si può fare.
A Madrid non ha portato nessun disastro, ma anzi ha fornito un buon gettito senza deprimere la crescita del settore.
Proponiamo semplicemente di replicarla qui, incluso l’articolo che vieta di ribaltare il costo della tassa sui clienti, pena serie sanzioni.
È un principio di equità: in anni in cui famiglie e imprese hanno pagato tassi di interesse molto più elevati, il sistema bancario ha realizzato utili record.”
Seguendo lo stesso principio, lei è d’accordo anche nel chiedere un contributo sugli extraprofitti petroliferi?
“Anche il settore dell’energia ha approfittato di una congiuntura molto favorevole, tuttavia qualcosa ha già versato.
In ogni caso non ci opporremmo a un ulteriore contributo.”
Soffermandoci sui contenuti della manovra, quali sono le tre priorità della Lega?
“Per la Lega bisogna mettere la parola fine alla riforma costante delle pensioni e lavorare per avere parametri più semplici ed equi.
Stiamo studiando un cambiamento che potrebbe essere definitivo, consentendo la pensione anticipata a 64 anni per tutti, a patto di accedervi con il sistema contributivo.
Ovviamente sarebbe una possibilità limitata a quelli che lo desiderassero e che non avrebbero poi difficoltà di sostentamento.
Un altro parametro molto richiesto dai nostri elettori è la possibile estensione a 100.000 euro della «flat tax» forfettaria per gli autonomi.
Fino a oggi la Ue si è opposta, ma ci riproveremo.
Infine mi piacerebbe vedere alcune misure forti a favore della natalità e delle famiglie.
È una delle grandi emergenze italiane e spero che la manovra vada con decisione in quella direzione.”








