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Maria Cristina Messa (Ministro Università): «La ricerca è la chiave per le cure del futuro»

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Accelerazione sulla terapia innovativa con le cellule Car-t per curare varie forme di tumore, una cura tra le più promettenti che vede l’Italia in prima linea con 300 trattamenti già eseguiti su malati che non avevano altre opportunità, e nuovi fondi finalizzati alla ricerca ma anche all’assistenza domiciliare dei pazienti.

L’annuale cerimonia al Quirinale dedicata a ‘I Giorni della Ricerca’ della Fondazione Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata l’occasione per mettere a fuoco i traguardi della ricerca oncologica ma anche per unire le forze al fine di superare le pesanti conseguenze che la pandemia ha determinato per questi malati, a partire da screening e interventi rinviati.

Proprio la ricerca resta la chiave per il futuro delle cure, ha sottolineato il ministro dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa, rilevando l’importanza della sinergia con il dicastero della Salute per i finanziamenti al settore. E di ricerca ha parlato anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha evidenziato come vari siano i fondi destinati al settore, anche con il Piano di ripresa e resilienza PNRR, e come al contempo con la legge di Bilancio il governo abbia stanziato 500 milioni di euro, oltre ai 500 mln per il 2020, per il recupero degli screening.

“Dobbiamo ancora insistere su questo terreno”, ha avvertito. Ma tanti sono anche i passi avanti fatti. “Molti tumori, un tempo incurabili, ora non lo sono più. Questo grazie alla scienza su cui dobbiamo continuare ad investire. È questo – ha detto – il messaggio più importante”. Ed un esempio concreto di come gli studi in laboratorio si possano tradurre in un vantaggio concreto per tanti malati oncologici è appunto rappresentato dalle cellule Car-t, ovvero cellule del sistema immunitario manipolate geneticamente per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore.

La terapia Car-t, ha spiegato Speranza, “è attualmente una delle più promettenti: ha permesso di salvare pazienti anche pediatrici con leucemie e linfomi che non avevano alcuna prospettiva terapeutica. Al 15 novembre, sono stati effettuati in Italia circa 300 trattamenti”.

In particolare, il progetto finanziato dal Parlamento con 10 mln di euro e coordinato da Franco Locatelli, ha rilevato, “ha già fornito dei risultati scientifici molto importanti e presso il Bambino Gesù sono stati trattati con successo con cellule Car-t nove pazienti affetti da leucemia refrattaria alle altre terapie”. Il ministero ha inoltre finanziato con oltre 60 mln un progetto per la realizzazione di una rete di officine farmaceutiche cellulari da destinare allo sviluppo e alla somministrazione di nuove terapie avanzate, in particolare proprio incentrate sulle cellule Car-t.

Insomma, la ricerca è la speranza per il futuro perchè il cancro, nonostante i progressi fatti, rappresenta ancora la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari ed il governo, ha assicurato il ministro, “lo considera una assoluta priorità di intervento”.

Un invito ad “accelerare l’impegno comune perché il cancro non è entrato in lockdown durante la pandemia” è giunto del direttore scientifico Airc Federico Caligaris Cappio. Gli screening non eseguiti e i rallentamenti, ha detto, ” hanno causato una riduzione delle diagnosi precoci con il rischio di gravi ritardi nella individuazione della malattia e possibili riduzioni delle guarigioni nei prossimi anni”.

Ma la pandemia, ha evidenziato il presidente di Fondazione Airc Andrea Sironi, ha portato anche “un’accresciuta sensibilità nei confronti della ricerca e della scienza”. Ora però, ha concluso, bisogna che i giovani ricercatori in Italia “possano godere di condizioni di maggiore stabilità con l’inserimento in un percorso professionale caratterizzato da chiari criteri meritocratici”.

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