Per i prossimi mesi, sullo sviluppo del porto di Trieste “preoccupa l’acuirsi di questa crisi energetica.
Chiaramente noi siamo molto vincolati anche a Suez, che oggi lavora circa al 30%, quando ci sarà effettivamente uno sblocco completo, allora per noi sarà un grande vantaggio.
Fino a quando ci sarà un lavoro ridotto di Suez, saremo in difficoltà”.
Così oggi Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a margine di un convegno all’università di Trieste dedicato alla portualità.
Sulla riforma dei porti Consalvo ha precisato che essa “innanzitutto va in Parlamento e quindi avrà tutto un percorso da affrontare, per cui lì si potranno analizzare una serie di aspetti importanti.
È chiaro che un sistema portuale deve essere visto come un sistema logistico in un mercato, e bisogna anche ragionare sui finanziamenti da qui a dieci anni”.
Sul futuro dello scalo di Trieste infine Consalvo ha ribadito ancora una volta che lo “sblocco di Servola è fondamentale.
Un vero sviluppo –, ha spiegato –, non possiamo averlo senza la nuova stazione ferroviaria di Servola, che consentirebbe anche l’aggancio all’alta viabilità triestina e quindi un rapporto col territorio più efficace e migliore”.








