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Luigi Sbarra, Sottosegretario al Sud: “La Zes unica ha generato 6 miliardi di investimenti nel 2024-2025”

Nel 2024 e nel 2025 la struttura di missione della Zes ha rilasciato più di 1000 autorizzazioni uniche per 6 miliardi di investimenti, con 18mila nuovi posti di lavoro. Sono i dati forniti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le Politiche per il Sud, Luigi Sbarra, a margine della firma dell’accordo tra la Bei e la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Parallelamente, secondo quanto riferito, l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto 17.300 richieste di beneficio fiscale che hanno determinato 12,5 miliardi di euro. “In due anni al Sud si sono concentrati 20 miliardi di investimenti privati sulle piccole e medie imprese — ha detto Sbarrache hanno determinato un impatto economico complessivo di quasi 55 miliardi, con 60mila nuovi posti di lavoro. Bisogna rafforzare e consolidare questa strategia e la collaborazione con il sistema creditizio e il settore bancario è decisiva e determinante per incoraggiare investitori nazionali ed esteri al Sud”.

Il sottosegretario ha ricordato che sulla Zes “il Governo, con la Legge di stabilità 2026, ha stanziato 4 miliardi e 50 milioni per i prossimi tre anni: è un’esperienza innovativa perché questo rassicura gli imprenditori che vogliono spostarsi nel Mezzogiorno a fare progetti d’impresa o ampliare le attività esistenti” ed ha evidenziato che “nei prossimi tre anni il Governo investe 10 miliardi con transizione 5.0 per tenere insieme la doppia transizione digitale ed energetica, abbiamo varato il Piano casa con 10 miliardi nei prossimi dieci anni per riqualificare e recuperare più di 100mila alloggi di edilizia residenziale pubblica non utilizzati. Inoltre, ci sono 96 miliardi dei Fondi di coesione del ciclo 2021-2027 di programmazione europea”.

Secondo Sbarra “ci sono condizioni favorevolissime affinché il Mezzogiorno viva una fase di risveglio economico per collegarlo al resto del Paese e dell’Europa. Abbiamo un capitale umano enorme da impegnare, da trattenere nelle comunità meridionali”.

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