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Luigi Balestra, presidente Osservatorio Riparte l’italia: “Sulla denatalità bisogna innescare dei processi culturali nuovi” | L’intervento

I saluti istituzionali portati dal professore Luigi Balestra, presidente del Comitato di Indirizzo dell’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, hanno subito fatto entrare nel vivo la tavola rotonda “Natalità: la ricchezza perduta” che si è tenuta all’interno dell’iniziativa Cenacoli della Ripartenza, organizzata dall’Osservatorio Economico e sociale Riparte l’Italia presso il Circolo dei Magistrati della Corte dei Conti a Roma.

Il richiamo alla carta costituzionale e alla ineluttabilità di nuovi percorsi culturali necessari per trovare azioni concrete per contrastare il calo demografico hanno delineato gli argini all’interno dei quali si è svolto l’intero confronto.

Quello che si celebra oggi pomeriggio è un sodalizio che ormai si sta man mano sedimentando tra il Circolo della Corte dei conti e L’osservatorio di Riparte l’Italia per iniziative che dal nostro punto di vista sono assai meritorie.

Denatalità è un tema fondamentale sul quale bisogna innescare dei processi dal mio punto di vista culturali nuovi. Perché sono quei temi che non pagano a livello politico perché richiedono investimento a medio-lungo termine e con i quali però ci troveremo a che fare e già ci troviamo a che fare in maniera straordinariamente impattante sotto il profilo della sopravvivenza di questo Paese. Non solo lo sviluppo, ma si tratta di una questione vera e propria di sopravvivenza.

In un libro recente dedicato all’impresa e alla Costituzione c’è tutto un riferimento ai valori della Costituzione, al fatto che la prima norma di apertura della Costituzione fa riferimento all’Italia come a una repubblica fondata sul lavoro. Badate, è un aspetto interessantissimo perché non si optò sull’Italia come Repubblica fondata sulla libertà, ma sul lavoro. Giustamente in questo libro si mette in luce come la denatalità rischi di minare alla base questo precetto costituzionale.

I precetti costituzionali sono importanti, sono fondamentali, abbiamo una Costituzione straordinariamente impattante per quel che riguarda le prerogative dell’essere umano, ma sotto il profilo del riconoscimento è giunto il momento di dargli attuazione, come dice Bobbio. Non è un problema oggigiorno di riconoscimento, è un problema di concretizzazione dei valori che sono enunciati a livello costituzionale.

Veniva evocato anche il tema della famiglia, fondamentale. Perché in una famiglia dove il rapporto orizzontale tende sempre più a evaporare, a dissolversi, e questo ce lo dicono i dati empirici, la vera stabilità familiare è data dalla relazione con i figli. Ma se i figli sono sempre di meno, ecco che ancor più il concetto di famiglia sarà destinato a andare ai margini di un contesto sociale che invece sulla famiglia deve poter far perno.

Ecco perché dal mio punto di vista l’appuntamento di oggi pomeriggio è di straordinaria rilevanza, perché ci aiuta a entrare in profondità su un tema sul quale ci auguriamo che poi chi è chiamato a fare delle scelte sappia con lungimiranza investire. Perché ovviamente in un momento in cui si parla molto di povertà che si acuiscono, di disagi sociali, di fragilità, se non si pone rimedio attraverso politiche di sostegno concrete, effettive, che stimolino le nascite, questo è un Paese destinato alla morte e all’invecchiamento senza possibilità di redimersi.

Sono grato a tutti coloro che oggi sono intervenuti perché sicuramente assisteremo a un dibattito che ci condurrà a riflettere e che ci proponiamo di riproporre anche in altri contesti perché serve amplificare certi concetti e sensibilizzare le coscienze di tutti.

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