“Rispetto a una crescita per l’Italia che era stimata allo 0,7%, il Centro Studi Confindustria prevede si possa arrivare a una crescita pari a 0 se la guerra durerà fino a giugno e, addirittura, a una recessione dello -0,7% se il conflitto dovesse arrivare al quarto trimestre di quest’anno.
È quindi fondamentale che vi sia una risposta forte alle imprese.
Ci sembra invece di vedere, specie a livello europeo, che la politica resti a guardare.
La situazione è drammatica e servono risposte immediate che devono venire principalmente dall’Europa”.
Così, in merito agli effetti della chiusura dello stretto di Hormuz sul settore farmaceutico, la vicepresidente del centro studi di Confindustria Lucia Aleotti, a margine dell’evento organizzato da Farmindustria a Roma, dal titolo “Innovazione, investimenti, competenze.
L’industria farmaceutica come asset prioritario del Made in Italy”.
“La situazione è particolarmente critica per il nostro Paese – ha aggiunto – perché abbiamo un’industria che deve essere fornita da un punto di vista energetico e una dipendenza da petrolio e gas abbastanza importante”.








