“L’Italia ha accresciuto le spese della difesa passando, da un valore che metteva in difficoltà sia l’industria che le forze armate, a un valore più accettabile.
Non è pensabile, a mio giudizio, che la Germania aumenti dell’1% del Pil le spese di difesa e sicurezza e con quell’1% realizzi più di tutta la spesa su difesa e sicurezza dell’Italia”.
A dirlo è l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, nel corso del suo intervento a Sorrento alla quinta edizione di Verso Sud, il forum promosso da Teha Group (The European House – Ambrosetti).
“La Francia — prosegue Mariani — avendo un deficit molto più alto dell’Italia, in realtà decide di incrementare gli investimenti perché ritiene che sia fondamentale per il benessere economico del Paese: se non andiamo dietro a questo trend, pensare che tra 4-5 anni la nostra competitività non si sia ridotta rispetto a questi paesi, è un sogno.
E questo va detto da subito” sottolinea Mariani che indica la strada per consolidare l’industria europea della difesa: “L’elemento concreto che vedo è quello dei programmi come il Safe che mette sul tavolo somme grandi di finanziamento con un vincolo onesto di collaborazione, che poi a mio giudizio diventa in realtà un’opportunità, è il tipo di misura concreta che dà la possibilità effettivamente di usare questo denaro per avere più aggregazione industriale, non soltanto a livello di grandi, ma anche a livello di piccoli”.
In un altro passaggio del suo discorso, Mariani ha parlato di “un tema di sostenibilità” legato alle guerre, evidenziando come “un conflitto come quello in Iran costi un miliardo al giorno”.
“Stiamo parlando di numeri che sono fuori da quelli che siamo abituati a considerare, quindi occorre un paradigma diverso” dice l’ad di Leonardo il quale parla di “capacità tecnologica che richiede tempo e investimenti” ma è da mettere “al primo posto” e in “un quadro non confortante” affronta anche il tema “della minaccia ipersonica”: “In pochi minuti, un oggetto che fa male, percorre ben oltre mille chilometri, arriva da un territory dell’estremo est dell’Europa al centro d’Europa o addirittura al Sud.
Noi — spiega — ci auguriamo che non succeda, possiamo anche essere convinti che non succeda, ma se succede sono dolori. E bisogna avere anche qualcosa contro questo tipo di minaccia estremamente elevata”.








