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L’oratorio è un impianto sportivo di quartiere inteso come infrastruttura sociale | L’analisi

Nelle periferie contemporanee, costantemente attraversate da fenomeni di tensione sociale, l’impianto sportivo di prossimità è più determinante oggi di quanto non lo fosse in passato.

Esso non rappresenta soltanto uno spazio dedicato all’attività fisica, o la socializzazione ma una vera infrastruttura sociale capace di incidere direttamente sulla qualità urbana, sulla sicurezza, sulla reintegrazione della marginalità e sulla coesione delle comunità.

Palestre comunali, centri sportivi territoriali, campi pubblici e oratori operano spesso come i soli luoghi sicuri e aperti a tutti di aggregazione, diventando un faro in quartieri segnati da marginalità sociale, dispersione scolastica, segregazione sociale, tutti elementi prodotti da una fragilità economica sempre più netta.

È quanto Adnkronos/Labitalia legge nel Rapporto “L’impianto sportivo come vettore di riqualificazione urbana. Quando sport e ingegneri si incontrano” del Consiglio nazionale degli ingegneri reso noto in occasione della 2ª Giornata nazionale dell’impiantistica sportiva.

Anche su di un piano più strettamente locale, i dati mostrano con chiarezza la funzione strategica dell’impianto sportivo.

Nei territori caratterizzati da programmi stabili di sport sociale e riqualificazione degli impianti di quartiere, diversi studi europei registrano riduzioni dei fenomeni di microcriminalità e disagio giovanile comprese tra il 15% e il 30%, insieme a un aumento significativo della partecipazione educativa e della frequentazione degli spazi pubblici.

In molte aree urbane italiane, gli impianti sportivi territoriali e il sistema degli oratori rappresentano ancora oggi uno dei principali strumenti di prevenzione sociale e costruzione relazionale.

È precisamente su questo terreno che appare ancora più necessario il consolidamento del ruolo dell’ingegneria come funzione al servizio della società.

La progettazione di un impianto sportivo non riguarda infatti soltanto aspetti strutturali o funzionali, ma investe direttamente il tema della qualità della vita, dell’accessibilità, della sicurezza e della capacità degli spazi di generare comunità.

Ogni palestra recuperata, ogni campo riqualificato, ogni spazio restituito ai giovani rappresenta un intervento che produce effetti concreti sul territorio ben oltre il dato tecnico.

In piena coerenza con quanto detto, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha progressivamente operato per veicolare e rafforzare una visione della professione fondata non soltanto sulla competenza tecnica, ma anche sulla responsabilità etica e civile del professionista.

L’ingegnere contemporaneo non è più soltanto il progettista di opere, ma un soggetto chiamato a contribuire direttamente alla costruzione di ecosistemi sociali all’interno di città più sicure, accessibili, moderne e inclusive.

Lo sport di prossimità diventa così uno dei luoghi in cui l’ingegneria può esprimere con maggiore forza propulsiva la propria funzione sociale: trasformare infrastrutture in strumenti di dignità urbana, coesione territoriale e miglioramento concreto degli standard di vita.

Presenti sia nei piccoli borghi che nelle grandi realtà urbane, gli oratori hanno rappresentato per oltre un secolo una delle infrastrutture sociali più diffuse, vicine alla comunità e radicate del Paese.

Al di là della loro funzione principale, essi non sono mai stati soltanto luoghi religiosi o aggregativi, ma sono stati istituzioni territoriali capaci di svolgere diverse funzioni complesse, andando a colmare lacune educative, sportive e comunitarie soprattutto nei contesti periferici e popolari.

Ancora oggi, secondo le principali stime nazionali, gli oratori attivi in Italia superano le 6.000 strutture e coinvolgono ogni anno oltre 2 milioni di giovani attraverso attività sportive, con importanti ricadute sulla sfera solidale e sociale.

Nel mondo degli oratori, le diverse strutture ed i continui eventi sportivi hanno contribuito nel tempo alla costruzione di reti relazionali permanenti in quartieri spesso privi di altri luoghi aggregativi strutturati.

La loro longevità è frutto della capacità di questi luoghi di unire tradizione e modernità, tanto che essi continuano ancora oggi a svolgere una funzione di stabilizzazione sociale che va ben oltre l’attività ricreativa, operando come presidi educativi permanenti.

Il modello lombardo rappresenta uno degli esempi più avanzati.

Solo nella diocesi di Milano sono presenti oltre 1.000 oratori attivi, frequentati ogni settimana da centinaia di migliaia di giovani.

Molte di queste strutture integrano attività sportive, sostegno scolastico, educazione territoriale e programmi di inclusione sociale, contribuendo a ridurre isolamento e disagio nei quartieri urbani più complessi.

Analogamente, esperienze territoriali sviluppate a Torino, Napoli e Bologna mostrano come la riqualificazione di spazi sportivi collegati agli oratori abbia prodotto un aumento significativo della partecipazione giovanile e della frequentazione degli spazi pubblici.

Anche sul piano economico e urbano l’impatto risulta rilevante.

La presenza stabile di infrastrutture sportive territoriali contribuisce infatti a mantenere vivi quartieri che altrimenti rischierebbero desertificazione sociale e perdita di presidio civico.

Diversi studi europei mostrano come i programmi sportivi territoriali permanenti possano ridurre i fenomeni di microcriminalità giovanile fino al 20-30%, aumentando parallelamente partecipazione educativa e inclusione sociale.

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