Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Le nuove generazioni e il disagio nei confronti dell’Intelligenza artificiale | L’analisi di Stefania Garassini

Su Avvenire Stefania Garassini riflette sul crescente disagio delle nuove generazioni nei confronti dell’Intelligenza artificiale.

L’autrice prende spunto dalle contestazioni rivolte negli Stati Uniti a dirigenti e sostenitori dell’IA durante diverse cerimonie universitarie, interpretandole come il segnale di una diffusa sfiducia verso una tecnologia percepita non come opportunità, ma come minaccia.

Garassini osserva che molti giovani vedono nell’IA uno strumento che rischia di impoverire l’apprendimento, la creatività e le relazioni umane.

Pur utilizzandola ampiamente, gli studenti temono che favorisca scorciatoie nello studio e sostituisca il confronto umano con simulazioni artificiali delle relazioni.

A ciò si aggiunge la preoccupazione per l’impatto sul lavoro e sulla capacità di pensare in modo autonomo e innovativo.

Richiamando alcuni passaggi della Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, sottolinea che l’Intelligenza artificiale non è una tecnologia neutrale: incorpora scelte, valori e priorità che influenzano la società e il modo in cui vengono considerate le persone.

Per questo, sostiene Garassini, il dibattito non dovrebbe limitarsi all’uso dell’IA, ma riguardare anche il modo in cui essa viene progettata.

La protesta degli studenti americani viene così interpretata come una richiesta di partecipazione e di controllo sulle trasformazioni tecnologiche in corso.

La sfida, conclude, è fare in modo che l’Intelligenza artificiale resti realmente al servizio dell’uomo, evitando che le persone diventino semplici ingranaggi di un sistema orientato soltanto all’efficienza.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.