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[L’anticipazione] Il Governo Draghi verso il lockdown (soft) nazionale. Tutta Italia in zona rossa per consentire la vaccinazione di massa

Il Governo Draghi ragiona su un lockdown nazionale per imprimere un’accelerazione alla vaccinazione di massa.

Proprio come anticipato dal nostro Osservatorio diversi giorni fa (leggi qui https://www.ripartelitalia.it/lanalsi-esclusiva-draghi-medita-sul-lockdown-la-scelta-coraggiosa-che-gli-esperti-invocano-per-fermare-lultima-ondata-prima-della-vaccinazione-di-massa/).

C’è bisogno di una nuova stretta per fermare la crescita dei contagi scatenata dalla terza ondata dell’epidemia di Sars-CoV-2 e consentire l’inizio della vaccinazione di massa, visto che finalmente 26 milioni di dosi sono in arrivo dopo mesi di stallo (leggi qui https://www.ripartelitalia.it/lanticipazione-la-vaccinazione-dellitalia-e-troppo-lenta-a-questo-ritmo-immunita-di-gregge-solo-nel-2023-ma-il-generale-figliulo-ha-pronto-un-piano-salvezza-drive-in-e-somminist/).

Grazie anche al pugno duro di Draghi in Europa (leggi qui https://www.ripartelitalia.it/il-retroscena-il-pugno-di-ferro-di-draghi-contro-i-big-pharma-scuote-leuropa-ecco-come-ha-impedito-ad-astrazeneca-di-consegnare-allaustralia-250-mila-dose-preparate-nella-fabbrica/).

La nuova stretta potrebbe arrivare già a partire da venerdì 12 marzo con regole valide per lunedì 15.

Nuove regole per le zone rosse e arancione scuro con la possibilità di applicare anche una super zona rossa e anticipo del coprifuoco insieme al lockdown totale per almeno tre settimane sono le principali opzioni per l’esecutivo.

25 milioni di cittadini si trovano in semi-lockdown e un sondaggio dice che il 44% degli italiani vuole un lockdown duro ma limitato nel tempo.

Mario Draghi ha sul tavolo il verbale del Comitato Tecnico Scientifico dopo l’incontro di venerdì con il governo in cui i tecnici mettono nero su bianco che consigliano “la riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità” e “analogamente a quanto avviene in altri paesi europei” il rafforzamento delle misure su tutto il territorio nazionale.

Il Cts ricorda anche che chiudere le scuole quando l’incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti a settimana non basta: bisogna imporre una serrata anche ad altri servizi, compresi i centri commerciali e i luoghi di assembramento.

Mentre proprio ieri il ministro della Salute Roberto Speranza a Mezz’ora in più ha detto chiaro che esclude il lockdown perché c’è una certa differenza nella diffusione dell’epidemia nei territori, ma anche che con le varianti ritiene che sia necessaria una stretta.

“C’è un fatto nuovo che sono le varianti, secondo l’Iss la variante inglese riesce a diffondersi con una maggiore velocità del 35-40% rispetto al ceppo originario. Almeno il 54% dei casi che riscontriamo in Italia è dovuto a questa variante e questo lo vediamo dalla curva che è risalita”.

Il ministro ha pronosticato più zone rosse dalla prossima settimana: “Noi monitoriamo la curva e verificheremo quali misure siano più adeguate, io mi aspetto che le varianti abbiano un impatto e che che altre regioni vadano verso il rosso”.

 Le opzioni sul tavolo del governo sono cinque:

  • un lockdown totale con zona rossa nazionale per tre o quattro settimane;
  • una zona arancione scuro o rafforzata nazionale per un mese;
  • una zona rossa solo nel week end;
  • una zona arancione nel week end;
  • un coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20 su tutto il territorio nazionale.

Ma, spiega Repubblica, “le ultime due misure sono blande, rispetto allo scopo.

Le prime due invece sono radicali, ma hanno il pregio della celerità: non attendere le inevitabili chiusure dei territori a macchia di leopardo, che comunque arriveranno, come indica l’evoluzione dell’indice Rt”.

Il Report del monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero ha messo nero su bianco la settimana scorsa che:

  • si conferma per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio;
  • le Regioni/PPAA sono invitate ad adottare, indipendentemente dai valori di incidenza, il livello di mitigazione massimo a scopo di contenimento;
  • è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile.

Ovvero, anche il report della Cabina di Regia chiede “le misure di mitigazione massime”, ovvero la zona rossa nelle regioni. Intanto mezza Italia da oggi va verso il lockdown dopo il balzo di contagi e ricoveri negli ultimi cinque giorni.

L’ipotesi è di “un rosso globale per tre settimane. Per velocizzare le procedure, per precettare il maggior numero di vaccinatori”.

Anche perché pure le scuole sono rimaste chiuse durante la campagna di vaccinazione perché gli insegnanti lamentavano gli effetti collaterali del vaccino. Il quotidiano spiega che la super zona rossa andrà di pari passo con il piano di vaccinazione, che avrà un unico criterio per evitare “le vaccinazioni per casta”, che sarà anagrafico e alfabetico.

Per questo, spiega oggi La Stampa, si aspetta prima di valutare misure come l’anticipazione del coprifuoco dalle 22 alle 20 o addirittura alle 18: “Man mano che i contagi aumentano le regioni passano in zona rossa o arancione, dunque di fatto le restrizioni sono automatiche”, spiega uno degli esperti al quotidiano. “L’epidemia sta correndo, i dati sono preoccupanti e ormai sappiamo qual è la soluzione migliore: quando si dichiara “zona rossa” la curva decresce”. Ma “il lockdown come quello dell’anno scorso è improponibile e, peraltro, l’andamento della curva dei decessi ci fa pensare che si comincino a vedere gli effetti delle vaccinazioni sugli over 80, le persone più fragili”. C’è anche da far notare che lo stesso Speranza aveva promesso 13 milioni di vaccinati contro il coronavirus a fine marzo e attualmente il numero di quelli che hanno ricevuto prima e seconda dose ammonta appena a 3,7 milioni. Bisognerebbe vaccinare 400mila persone al giorno a partire da oggi per riuscire a mantenere la promessa. 

“Le regioni che non sono ancora in zona rossa ci finiranno presto. La situazione si complica e siamo sempre all’inseguimento del virus,che detta l’agenda”, ha detto ieri a La Stampa l’infettivologo del Sacco Massimo Galli. Il problema è sempre lo stesso, ovvero che il governo Draghi, così come in più occasioni il governo Conte Bis, non agisce con la necessaria velocità e allora, invece di anticiparlo, si “insegue” il virus: “ È da fine dicembre che parliamo della variante inglese, più contagiosa del 40% come la brasiliana, e ora sta diventando prevalente. Le scuole e i ritrovi di giovani sono stati un volano per la terza ondata. I ragazzi si ammalano meno degli adulti, ma con le varianti si contagiano di più e portano il virus a genitori e nonni. La catena del contagio sta arrivando ai più fragili”.

La stessa cosa ha detto ieri il professore di biologia alla Temple University Enrico Bucci in un colloquio con Repubblica: “Chiudiamo per l’ultima volta e utilizziamo questa chiusura per vaccinarci tutti. Si possono fare due tipi di lockdown. Lo si può usare come sistema preventivo per evitare una nuova ondata. Oppure lo si può varare solo quando si è costretti, perché l’ondata è già arrivata e bisogna far scendere la curva. Per un lockdown preventivo siamo già in ritardo. Ma sappiamo che se lo adotteremo quando i numeri dei contagi ci obbligheranno, allora saremo costretti a farlo durare molto più a lungo. Se l’obiettivo è uscire il prima possibile dalla pandemia, si potrebbe combinare un lockdown rigoroso con una campagna vaccinale massiccia”. Quanto dovrebbe durare? “Un mese, forse due”.

Il Giornalesintetizza oggi tre ipotesi di lockdown attorno a cui sta ragionando l’esecutivo: 

  • una zona rossa nazionale chiesta dagli esperti: durerebbe per tre o quattro settimane su tutto il territorio nazionale, senza lasciare ai governatori la facoltà di chiudere le zone più a rischio. Il tempo necessario per riportare il virus sotto controllo mentre si potenzia la campagna vaccinale. Una sorta di lockdown, più leggero di quello dello scorso marzo, per limitare la circolazione delle persone. Con negozi, ristoranti e bar chiusi e spostamenti autorizzati per giustificati motivi e solo con l’autocertificazione;
  • una zona arancione scuro o rafforzato con coprifuoco anticipato: la durata sarebbe sempre di tre o quattro settimane, senza aspettare che sia l’indice Rt a dettare le chiusure lì dove la diffusione del virus mette a rischio la tenuta delle strutture sanitarie. In questo caso chiudono tutte le scuole, tranne quelle dell’infanzia, come già sta accadendo su input dei governatori nelle zone dove viene superata la soglia dei 250 casi ogni 100mila abitanti;
  • lockdown e zona rossa nel week end: ovvdero i due giorni in cui si verificano i maggiori assembramenti e le trasgressioni alle regole più pericolose, con strade e piazze piene di gente, ristoranti nelle città e sui litorali presi d’assalto. Ormai una prassi consolidata, negli ultimi tempi, e un problema per le forze dell’ordine che devono far rispettare le misure anti-Covid.
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