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[L’analisi] Il cortocircuito del settore auto. Affonda il mercato diesel e benzina. Prezzi alle stelle per l’elettrico

La crisi energetica e il conseguente incremento del prezzo del carburante sta dando modo a sempre più automobilisti di valutare l’acquisto di un mezzo elettrico. Le case automobilistiche, però, stanno rialzando anche i prezzi delle auto Ev, già di per sé non esattamente alla portata di tutte le tasche.

Aziende come Tesla, Ford, General Motors, Rivian Automotive e Lucid hanno infatti deciso di cavalcare l’onda e aumentare il prezzo di alcuni modelli elettrici. Per i dirigenti delle case automobilistiche l’aumento dei costi è necessario per compensare l’impennata dei costi dei materiali utilizzati nelle batterie. Tuttavia, le compagnie stanno anche sfruttando il forte interesse dei consumatori sviluppando anche nuove gamme di veicoli plug-in. La scorsa settimana, GM ha aumentato di 6.250 dollari il prezzo dei modelli di pick-up elettrici Gmc Hummer, che ora vanno da circa 85.000 a 105.000 dollari, citando un aumento dei costi delle materie prime e della logistica.

Tesla, nel corso dell’anno, ha rialzato tre volte i prezzi della versione prestazionale del suo Suv Model Y, il più venduto, aggiungendo un totale di circa il 9% al prezzo di listino, che ora è di 69.900 dollari, secondo Bernstein Research. In generale, il prezzo medio pagato per un veicolo elettrico negli Stati Uniti a maggio è aumentato del 22% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 54.000 dollari, secondo J.D. Power.

In confronto, il prezzo medio pagato per un veicolo a combustione interna è aumentato del 14% nello stesso periodo, a circa 44.400 dollari. Il recente aumento dei prezzi delle materie prime grava sulle aziende, secondo la società di consulenza AlixPartners, i prezzi del litio, del nichel e del cobalto sono circa raddoppiati da prima dell’inizio della pandemia di Covid-19.   

La quantità di denaro che il comparto ha destinato allo sviluppo dei veicoli elettrici è raddoppiata negli ultimi anni; nel quinquennio che terminerà nel 2026, le aziende dovrebbero spendere complessivamente 526 miliardi di dollari per il passaggio ai veicoli elettrici. Secondo gli analisti, l’aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe complicare questo sforzo. I margini di profitto sono ridotti rispetto a quelli delle auto a combustione, perché il costo delle batterie era elevato ancor prima della recente inflazione. Per tenere sotto controllo i profitti, le case automobilistiche devono lavorare a stretto contatto con i produttori di materiale, per garantirsi le forniture e controllare i costi.

«La domanda di veicoli elettrici per Ford, in questo momento, è estremamente robusta. Quindi crediamo di avere l’opportunità di fissare i prezzi», ha detto l’amministratore delegato, Jim Farley, agli analisti in aprile. Di parere diverso è la Rivian, che a marzo ha aumentato i prezzi di circa il 20% su alcuni modelli, specificando comunque che «non crediamo sarà così per sempre». GM si è discostata da questa tendenza e ha tagliato, nel corso del mese, il prezzo della Chevrolet Bolt negli Stati Uniti di circa 6.000 dollari, portandolo a circa 27.000 dollari, rendendola uno dei veicoli elettrici meno costosi sul mercato.

L’azienda ha spiegato di voler posizionare l’auto, che l’anno scorso è stata oggetto di un importante richiamo di sicurezza legato alle celle della batteria difettose, come un’opzione accessibile. Del resto, l’aumento dei prezzi del carburante sta alimentando l’interesse per i veicoli elettrici, secondo un sondaggio condotto questa primavera dal sito di acquisti auto TrueCar. Più della metà degli intervistati ha dichiarato di essere più propenso a prendere in considerazione un veicolo elettrico. Comunque, non è chiaro se con il passare del tempo la tendenza si manterrà. Per l’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, la riduzione dei prezzi in futuro è una possibilità: «I prezzi attuali si riferiscono a un veicolo consegnato in futuro, tra sei o dodici mesi», ha detto Musk. «Questa è la nostra migliore ipotesi».

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