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[L’analisi] Ferrovie mette il turbo alla ripartenza dell’Italia. 190 miliardi di investimenti e 40 mila assunzioni

Il gruppo Ferrovie dello Stato ha messo in piedi un piano industriale 2022-2031 che conta oltre 190 miliardi gli investimenti. Il piano del gruppo è stato presentato dalla presidente Nicoletta Giadrossi e dall’amministratore delegato Luigi Ferraris. Il piano mira a dare certezza di esecuzione alle opere infrastrutturali nei tempi previsti, favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto a quello privato, incrementare fino a raddoppiare rispetto al 2019 il trasporto merci su ferro, rendere le infrastrutture ferroviarie e stradali più sostenibili, accessibili, integrate efficacemente fra loro e resilienti, incrementandone la dotazione anche per ridurre il gap tra nord e sud del Paese, aumentare il grado di autonomia energetica del gruppo attraverso fonti rinnovabili.

Dieci anni di grandi lavori pubblici

I ricavi nel 2031 sono previsti in crescita a circa 22,5 miliardi di euro e l’Ebitda a 3,9 miliardi, con un incremento medio annuo, nell’arco di piano, rispettivamente pari al 6,9% e all’8,2%. I ricavi dalle attività internazionali, che nel 2019 sono stati pari a 1,8 miliardi, dovrebbero raggiungere 5 miliardi nel 2031. Sono inoltre previste 40.000 assunzioni nell’arco di piano, gran parte delle quali, ha spiegato Ferraris, saranno concentrate nel 2024-26.

«Abbiamo un picco di investimenti e quindi di attività da mettere a terra a ridosso del 2026», ha spiegato, sottolineando che «già lo scorso anno il gruppo ha realizzato investimenti per 12,5 miliardi, che è una cifra record rispetto alla sua storia. Bisognerà crescere quest’anno ma soprattutto avremo la necessità di accelerare fino al 2026 e da lì in avanti mantenere la velocità di crociera. Ci vorranno 10 anni, ma il clou dell’impegno si vedrà dal 2024 al 2026».

Puntare sulla transizione energetica

Fs punta a valorizzare o a riconvertire parte dei propri asset installando impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, per garantire la copertura almeno del 40% del fabbisogno del gruppo. Il nuovo piano, viene sottolineato, pone un’attenzione particolare alla transizione ecologica, con operazioni di efficientamento e riduzione dei consumi e una serie di interventi finalizzati all’autoproduzione da fonti rinnovabili. Le attività del gruppo, infatti, richiedono un elevato consumo di energia annuo pari a circa il 2% della domanda nazionale.

Il piano si basa su una nuova organizzazione sviluppata su quattro poli di business: Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano. Nel dettaglio, il polo Infrastrutture comprenderà opere fisiche integrate e resilienti, insieme ai servizi di ingegneria per accelerare gli investimenti. Le società interessate saranno Rete Ferroviaria Italiana, Anas, Italferr e Ferrovie del Sud-Est. Capogruppo di settore sarà Rfi che prevede, nel complesso, circa 110 miliardi di euro di investimenti.

50 miliardi di Anas

Per quanto riguarda Anas, sono indicati investimenti per circa 50 miliardi di euro. Il polo Passeggeri nasce con l’obiettivo di unire le società del gruppo che si occupano di trasporto di viaggiatori su ferro e gomma per favorire soluzioni integrate di mobilità, aumentare la quota di trasporto collettivo e condiviso e proporre un’offerta sempre più personalizzata e attenta alle esigenze dei singoli passeggeri.

Entro il 2031 investirà circa 15 miliardi. Capogruppo di settore sarà Trenitalia; fanno parte del polo anche Busitalia, Ferrovie del Sud Est e Trenitalia Tper. Il polo Logistica punta a raddoppiare la quota traffico merci su rotaia rispetto al 2019, migliorare i terminal esistenti e crearne di nuovi.

Capogruppo di settore sarà Mercitalia Logistics; nel polo sette società operative a livello nazionale e internazionale, tra cui Mercitalia Rail, Tx Logistik e Mercitalia Intermodal. Per raddoppiare la quota di merci movimentata nel 2019 e raggiungere il target al 2031 sono previste una serie di misure in un’ottica di sistema per un totale di quasi 2,5 miliardi di investimenti.

Infine, gli obiettivi del polo Urbano saranno la valorizzazione degli asset non più funzionali al servizio ferroviario e la maggiore attrattività delle stazioni, in chiave di rigenerazione sostenibile delle città. Capogruppo sarà Sistemi Urbani; del polo fanno parte le società Metropark, Rfi e Anas per la parte immobiliare, e Gs Immobiliare.

Rigenerare il patrimonio immobiliare

Principale priorità strategica sarà gestire e rigenerare il patrimonio immobiliare del gruppo, con un investimento da 1,5 miliardi di euro concentrato in circa 24 milioni di metri quadri di suolo in aree limitrofe a strade e ferrovie. Un investimento di 200 milioni di euro sarà dedicato alla cybersecurity: «Non possiamo abbassare la guardia» sulle minacce cyber, ha affermato Ferraris, aggiungendo che «oltre a rafforzare le strutture dedicate abbiamo stanziato 200 milioni nell’arco di piano, cui si aggiungono gli importanti investimenti per l’innovazione tecnologica».  

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