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Lorenzo Kamel (Il Manifesto): «Sono immorali i bombardamenti russi, così come lo era l’invio di carri armati in Iraq»

L’invasione russa non è diversa dall’esportazione della democrazia degli Usa. Ad affrontare questo ragionamento sulla guerra e la sua illegittimità è Lorenzo Kamel, che si chiede «ciò che avviene nel contesto dell’illegale e sanguinosa invasione dell’Ucraina rappresenta un “precedente storico”? Stravolge il mondo è vero, ma quanti pongono questa domanda omettono o dimenticano i numerosi precedenti storici che non sembrano confarsi alla loro visione del mondo. O ai loro interessi».

«Ciò» scrive l’editorialista «appare ancora più evidente se si prendono in considerazione contesti geografici come, ad esempio, le alture del Golan (annesse da Israele) o il Sahara Occidentale (inglobato dal Marocco): due unilaterali occupazioni legittimate dal recente riconoscimento diplomatico garantito da Washington. Invadere un paese sovrano come l’Ucraina ed “esportare la democrazia” sono due facce (illegali e immorali) della stessa medaglia. La Russia sta oggi “esportando” ciò che gli Stati Uniti, in forme più o meno diverse, hanno “esportato” in molte aree del mondo da decenni, ovvero i loro interessi (strategici, politici, economici)», scrive sul Manifesto.

«La guerra è sempre terribile»

«Eppure, tali nefaste strategie – talvolta ammantate da grandi e strumentali ideali – hanno suscitato reazioni assai differenti in larga parte delle classi politiche, nonché dell’opinione pubblica, dei paesi europei. Alla luce di queste considerazioni, oggi più che mai è importante sottolineare tanto l’immoralità dei bombardamenti quanto l’illegalità dell’invio di carri armati in paesi terzi: la guerra è infatti terribile a tutte le latitudini (e non è più inaccettabile solo perché accade in Europa). Chiedere la ragione per la quale i funzionari statunitensi che hanno ingannato il mondo e invaso un paese sovrano nel 2003 non siano mai stati ritenuti responsabili delle loro azioni non dovrebbe essere semplicemente liquidato come una forma di whataboutism (“benaltrismo”)».

«A maggior ragione in considerazione del fatto che molti dei nostri paesi sembrano oggi improvvisamente non mostrare alcuna esitazione nell’accogliere centinaia di migliaia di profughi; da un giorno all’altro, l’Europa non sembra avere alcun problema a inviare armi e rifornimenti al Paese invaso, senza contare le proteste e i boicottaggi che, opportunamente e coraggiosamente, hanno seguito l’occupazione di parte dell’Ucraina. Ognuno di questi aspetti» conclude «è parte integrante di un chiaro doppio standard, che merita una maggiore attenzione e comprensione».

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