“I risultati del credito d’imposta Zes e ora il caso della Transizione 5.0 dimostrano la medesima criticità: lo strumento agevolativo in Italia è da ripensare profondamente”.
A dichiararlo all’Adnkronos/Labitalia è Ivo Allegro, ceo della società di consulenza Iniziativa, commentando il recente stallo sulle risorse destinate alle imprese rimaste escluse dal piano Transizione 5.0.
L’esperto sposa la linea dura tracciata da Confindustria: “Condivido le parole del presidente Emanuele Orsini, che ha lanciato un monito severo al Governo: la mancanza di fondi per i cosiddetti ‘esodati 5.0’ mina la fiducia tra istituzioni e sistema produttivo”.
Secondo Allegro, il problema è strutturale poiché le agevolazioni episodiche, che nascono e muoiono con scadenze contratte senza programmazione, generano effetti perversi.
“Se lo Stato non garantisce stabilità e certezza, le imprese semplicemente smettono di investire perché viene meno la certezza del diritto e del rientro finanziario. In Italia si continuano a preferire le ‘vampate’ connesse a logiche di bonus emergenziali piuttosto che politiche certe in grado di rendere il territorio attrattivo nel lungo periodo”.
La nota di Confindustria diffusa ieri ha chiesto con urgenza il rispetto degli impegni assunti lo scorso 27 novembre, invocando un tavolo di confronto con i ministri Giorgetti, Urso e Foti.
“Specialmente al Sud, dove Puglia e Campania hanno mostrato tassi di crescita superiori a Lombardia e Veneto nell’ultimo quadriennio, le imprese non possono pianificare investimenti in beni immateriali e digitale senza conoscere le dotazioni finanziarie disponibili”.
Allegro sottolinea poi la necessità di un cambio di passo nella Pubblica amministrazione: “Il Pnrr lascia una legacy importante, ma i tempi burocratici sono ancora costruiti per ‘andare piano’. Il Partenariato Pubblico Privato (Ppp) potrebbe essere la chiave per liberare risorse pubbliche verso sfide più rischiose”.
Il rischio, conclude il fondatore di Iniziativa, è che questo ennesimo stop-and-go condanni il Mezzogiorno proprio nel momento del suo rilancio.
“Suggerisco di superare definitivamente i click-day e le agevolazioni automatiche prive di certezze quando le risorse sono scarse. È il momento di strumenti a logica mista: una base certa e un’agevolazione premiale legata alla qualità dei progetti”.








