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Italia Paese più anziano d’Europa: il lavoro senior è decisivo | L’analisi

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Invecchiamento e lavoro, il quadro demografico

L’Italia Paese più anziano d’Europa, con una media di 46,8 anni tra i lavoratori, affronta il rischio di un forte calo della popolazione in età attiva nei prossimi anni. Il tema è stato al centro dell’iniziativa “GenerAzione Talento”, progetto del Consorzio Elis nel turno di presidenza di Poste Italiane, che punta a valorizzare le competenze degli over 55 in un contesto di rapido invecchiamento della popolazione e riduzione della forza lavoro. In questo scenario, l’attenzione si concentra sulla necessità di rafforzare la permanenza al lavoro dei senior per garantire continuità produttiva e sostenibilità del sistema.

Permanenza volontaria e sostenibilità del sistema

Al centro del dibattito la permanenza volontaria al lavoro di chi ha già maturato i requisiti pensionistici viene indicata come misura per rispondere alla carenza di competenze e rafforzare la sostenibilità previdenziale. Il tavolo ha avviato una riflessione sugli strumenti in grado di rendere il proseguimento dell’attività lavorativa una scelta attrattiva e sostenibile, sia per gli occupati sia per le imprese. Oltre 30 grandi aziende hanno aderito all’iniziativa, con l’obiettivo di elaborare e portare all’attenzione delle istituzioni proposte e strumenti capaci di favorire una vita lavorativa più lunga, sostenibile e produttiva.

Proposte per accompagnare la transizione lavoro-pensione

Tra le proposte emerge la necessità di azioni di accompagnamento alla transizione lavoro-pensione, così da rendere questa fase più consapevole e pianificata. L’obiettivo è mettere lavoratori e aziende nelle condizioni di valutare per tempo le opportunità disponibili e favorire una migliore organizzazione del percorso professionale. Per i lavoratori con un orizzonte professionale ancora lungo, il tavolo lavorerà con le istituzioni per individuare strumenti e possibili interventi normativi in grado di sostenere salute, competenze e motivazione, rendendo più sostenibile l’allungamento della vita lavorativa in un contesto demografico in rapido cambiamento.

Le proiezioni sul calo della forza lavoro

Le proiezioni dell’Ocse contenute nell’Employment Outlook 2025 confermano la criticità del quadro: senza interventi strutturali, entro il 2060 il numero di lavoratori in Italia potrebbe diminuire del 34%, a fronte di una riduzione media dell’8,1% nei Paesi Ocse. Con un’età media di circa 46,8 anni, il Paese risulta oggi il più anziano d’Europa e tra i più anziani al mondo. In questo contesto, diventa urgente valorizzare tutte le risorse disponibili, a partire dai professionisti senior, e ripensare i modelli organizzativi e di sviluppo del capitale umano per affrontare la trasformazione demografica.

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