L’impatto del Covid-19 sui giovani, riflessioni e proposte

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Il secondo libro della raccolta di Quaderni di Albeggi Edizioni sull’Italia post-Covid 19  affronta il tema delle giovani generazioni, delle conseguenze della pandemia sulla loro vita e sul loro futuro proponendo delle riflessioni per stimolare soluzioni innovative per la riapertura delle scuole, la ripresa delle attività extra scolastiche e sostenere l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Bambini, adolescenti e giovani sono coloro che hanno pagato il prezzo più alto, da un punto di vista sociale, durante i lockdown parziali e totali che ci sono stati a partire dall’inizio della pandemia.

Sono tanti gli aspetti da considerare. Gli effetti depressivi del distanziamento sociale o causati dalla perdita di legami amicali o di relazioni sentimentali. I rischi di una esposizione aumentata al web e ai social media. Gli aspetti fisici legati agli effetti della sedentarietà, i rischi legati alla aumentata esposizione alla violenza in famiglia (fenomeno che può essere accentuato dalla crisi economica, dalla convivenza forzata in contesti domestici compromessi e dall’esperienza del lutto e della sofferenza).

C’è la grossa questione della perdita della prospettiva di mobilità e dunque delle opportunità legate alle esperienze di studio all’estero e più in generale la riduzione degli scambi culturali e il subentrare di ostacoli all’immaginare orizzonti geograficamente ampi e frontiere permeabili, vincoli che cambiano la percezione dell’accessibilità dell’ambiente esterno e del senso di libertà.

Ci sono le difficoltà legate alla didattica a distanza per le famiglie a più basso reddito e con situazioni abitative promiscue. 

Ci sono le difficoltà legate all’ingresso nel mondo del lavoro, che aumenteranno per la crescita dei livelli di disoccupazione a seguito della crisi economica.

Una ricerca condotta in Gran Bretagna e pubblicata sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, ha portato conclusioni piuttosto allarmanti sugli effetti dell’isolamento per il coronavirus per bambini e adolescenti e  sull’associazione tra solitudine e depressione, sia nell’immediato che nel lungo termine.

Tra i bambini e gli adolescenti pare che sia cresciuta la diffusione dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva, come ha riscontrato Lino Nobili, a capo del dipartimento di neuropsichiatria infantile del Gaslini, in un’indagine condotta insieme a un gruppo di specialisti su un campione di 6.800 persone, La ‘Great Barrington Declaration’, una petizione che ha già decine di migliaia firme di epidemiologi delle malattie infettive, scienziati della salute pubblica, medici e cittadini, chiede di consentire il rientro a scuola e l’attività sportiva per limitare gli effetti dannosi sulla salute fisica e mentale causati dalle politiche di isolamento.

Il Covid ha infine minato le prospettive lavorative dei giovani. Secondo l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, sui dati Istat, tra febbraio e settembre 2020, i giovani, più esposti a fenomeni congiunturali, hanno perso 303mila posti di lavoro. Secondo il rapporto ‘Covid-19 e il mondo del lavoro’, redatto dall’Organizzazione internazionale del lavoro in maggio 2020, la pandemia sta causando un triplo shock ai giovani, minacciando il loro futuro lavorativo, interrompendo l’istruzione, fortemente limitando la formazione, gli stage e i tirocini in azienda.
Serve un piano organico, a largo spettro e a lunga gittata, che metta insieme formazione, sostegno all’occupazione, supporto all’imprenditorialità, perché probabilmente, i giovani, nel post Covid il lavoro dovranno inventarselo da soli.

Ma come vivono i ragazzi questa situazione? Hanno smesso di pensare, chiusi nelle loro camere e davanti ai pc (solo i più fortunati)? Qual è la loro opinione su scuola, università, tirocini, stage, mondo del lavoro, didattica, vita sociale?

Nella ridda di voci di esperti, infettivologi, politici, tecnici, giornalisti e personaggi dello spettacolo, le loro visioni sono rimaste ai margini, se non addirittura assenti. Ma loro, in realtà, hanno continuato a confrontarsi, riflettere, hanno chiesto spazio e voce, hanno indicato proposte, soluzioni, piste da seguire. Vivono sentimenti, ferite, mancanze e al tempo stesso sogni, speranze, prospettive, voglia di ripartire.

Il Quaderno è un tentativo semplice quanto determinato di rimettere i Giovani al Centro del dibattito. Di dar loro voce, oltre che fiducia.
Grazie al contributo di realtà giovanili molto impegnate come il  Consiglio Nazionale dei Giovani, Officine Italia e Bussola Italia (queste ultime formatesi proprio durante i lockdown), agli interventi di esperienze radicate nel mondo dell’infanzia e dell’adolescenza come Save the Children o Cies Onlus o di progetti innovativi come Di Bellezza Si Vive, alle analisi degli psicologi Ugo Morelli e la giovane Emanuela Suriano e alle proposte di Rossella Muroni, vicepresidente Commissione Ambiente della Camera e membro della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, il Quaderno è un contributo, speriamo utile, al dibattito attuale, nella speranza di attivare una sana riflessione sulla necessità e l’urgenza di tenere le scuole aperte e di un rilancio dell’azione del nostro Paese nei confronti dei giovani.

Serve uno sforzo per unire intelligenze, visioni ed energie positive, in modo anche non convenzionale, ma veloce, per ricostruire un’idea di futuro per queste generazioni. L’attuale è una fase storica in cui forse più che mai dovremmo azzardare pensieri nuovi, modalità diverse, soluzioni alternative.

Bisogna sforzarsi di spostare l’angolo di osservazione, posizionare l’obiettivo in punti differenti, per cogliere prospettive inusuali. Non potremo superare indenni questo momento ma potremo sfruttare la congiuntura per ridisegnare una società nuova.

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