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Il piano demografico Ue: “I migranti sono un pilastro” | Lo scenario

Più figli e più migranti legali per evitare il declino economico dell’Europa.

La Commissione Ue, nonostante il susseguirsi di tragici conflitti ai confini del Vecchio continente, tenta comunque di portare a compimento gli obiettivi della legislatura.

E seguendo le indicazioni del Consiglio europeo di giugno, ha varato un piano per combattere quella che a Palazzo Berlaymont è vista come una vera emergenza: il calo demografico.

“Abbiamo bisogno di più forza lavoro per essere competitivi.

La strategia demografica è innanzitutto economica.

E nel breve periodo va agevolato l’arrivo di migranti legali e con adeguata formazione”, ha sottolineato, in un incontro con l’ANSA, la vice presidente della Commissione, Dubravka Suica.

Il ‘toolbox’, ovvero la cassetta degli attrezzi messa a disposizione dei 27, è stato approvato dal collegio dei commissari e non presenta effetti legislativi vincolanti per i 27.

“E’ un primo passo, ma non ci fermiamo qui”, ha spiegato Suica.

Quattro i pilastri del piano: famiglia, giovani, anziani, migranti.

La strategia sottolinea innanzitutto la necessità di migliorare il contesto in cui può vivere una famiglia e può crescere un figlio: si va dall’accesso all’assistenza per l’infanzia ad un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata per i genitori, fino agli alloggi più accessibili per gli studenti.

Il capitolo dei giovani ha innanzitutto un obiettivo: “aumentare la loro preparazione alla sfida del digitale e del Green, dove siamo indietro”, ha spiegato Suica.

Il terzo pilastro è forse il più innovativo: al concetto di anzianità si sostituisce quello di longevity-ready.

“Chi non è più giovane deve vivere in un maggiore benessere medio e deve avere la possibilità di lavorare”, è la linea della commissaria secondo cui gli anziani rappresentano un “brain gain”, concetto utilizzato come antitesi del ‘brain drain’, ovvero della fuga di cervelli.

Il quarto pilastro affonda invece nell’attualità, quella dell’emergenza migrazione.

“Il piano demografico, dal punto di vista delle nascite, potrà avere effetto tra 25 anni.

La media dei figli per donna è 1,5, in Italia è tra le più basse.

Puntiamo ad arrivare al 2,1 ma, nel frattempo, dobbiamo intervenire nel breve periodo e senza migrazione legale non risponderemo alle esigenze del mercato del lavoro”, ha sottolineato Suica.

Migrazione legale, per l’Ue, fa rima con accordi con i Paesi terzi, su modello – ma con un’attuazione più agevole, sperano a Bruxelles – del Memorandum con la Tunisia.

Nel piano Ue i migranti non devono essere solo legali ma anche adeguatamente preparati a lavorare, con efficace, nell’Ue che verrà.

L’importante, per la Commissione, è che si agisca e a questo serbe il parterre di opzioni messe a disposizione dei 27.

Il calo della popolazione lavorativa, da qui al 2100, si prevede superi i 57 milioni.

E il rischio non è percepito solo nelle stanze del potere.

“Il 70% dei cittadini, secondo l’Eurobarometro, pensa che abbiamo un serio rischio demografico”, ha ricordato Suica.

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