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Il mondo sta perdendo l’anima | L’intervento di Daniele Pellai

Il giro di escort e prostituzione in cui, a Milano, donne giovanissime vengono offerte a uomini di grande prestigio e ricchezza — che nei loro passaggi in città decidono di concedersi una serata in cui il divertimento è a base di sesso, chimica euforizzante e trasgressione — è la rappresentazione di un mondo che ha perso l’anima.

La cronaca racconta che i personaggi coinvolti nell’inchiesta sono soprattutto decine di calciatori di serie A.

Si tratta di sportivi che rappresentano un modello ispirazionale e aspirazionale per moltissimi nostri figli.

Arrivano a Milano per le loro sfide sportive e nel tempo libero hanno bisogno di arrivare in luoghi protetti, con donne che, a pagamento, si dichiarano disponibili ad accompagnarli fuori e dentro il letto.

Naturalmente devono essere giovanissime e bellissime.

E, come riportato nelle conversazioni intercettate tra i due gestori della società che sfruttava questo giro di prostituzione, devono essere capaci di “acchiappare” ed essere sveglie in questo.

La cultura contemporanea ci spinge a pensare che ognuno della propria vita fa quello che vuole.

In questa cultura la donna che vende il proprio corpo è una “sex worker”, l’uomo che la paga per quel corpo è un ricco e facoltoso che se lo può permettere.

Il privilegio economico si trasforma in privilegio sui corpi di chi, per aspirare allo stesso privilegio, quei corpi li rende disponibili per una notte.

In questa storia i protagonisti sono tutti soggetti giovanissimi, uomini e donne.

Tutti incastrati nella logica del successo, dei soldi e del sesso, per cui “essere” significa apparire e godere, accoppiarsi per piacere in ambienti esclusivi pagando denaro.

Viene da chiedersi come abbiano fatto giovani uomini adulti — all’apice della carriera e nel pieno del proprio percorso umano — a scegliere di far coincidere la felicità con una notte insieme ad una escort.

Poi, però, ci vengono in mente gli “Epstein files” e non possiamo che concludere che il mondo sta perdendo l’anima.

Corpi da mettere in vendita per una notte li puoi chiamare “sex work”, ma sono anche il simbolo di un vuoto esistenziale che a 18 anni fa del “fare sesso” un progetto di vita per avere soldi e successo.

Calciatori di serie A che, all’apice del successo, sognano di accoppiarsi con corpi giovani e disponibili da pagare, sono il manifesto di un percorso educativo e di crescita che fa coincidere il piacere con il godere.

Lo sguardo alto sulla vita, la ricerca di un orizzonte esistenziale più ampio — in cui al “fare sesso” si preferisce il “fare l’amore”, in cui gli esseri umani non sono solo corpo, ma anche anima, mente e relazione — sembrano ingredienti dissolti in una narrazione contemporanea che infonde tanta, tanta tristezza.

Dobbiamo rimettere nelle vite dei nostri figli un’altra idea di successo esistenziale, che non coincida con le dimensioni del potere, del piacere e del lusso.

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