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Il Coronavirus ha trasformato il plexiglas in oro: adesso è impossibile trovarlo

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Pensare che solo fino a qualche tempo fa avere un qualcosa di plexiglass rientrava quasi nella routine quotidiana.

Oggi, in piena emergenza da Coronavirus questo materiale è al centro delle attenzioni di tutto il mondo. Barriere di plexiglas un po’ ovunque, dai posti di lavoro e in qualche negozio rimasto aperto anche durante il lockdown. Una richiesta altissima che sta mandando in tilt la produzione non solo in Italia, ma a livello globale. Materiale introvabile, scorte in esaurimento e produzione che rischia il blocco. Un esempio su tutti, la ditta tedesca Rohm che produce plexiglas da oltre un secolo è in difficoltà nel soddisfare le tantissime richieste nonostante l’annuncio dell’aumento della produzione.

E in Italia? La situazione è simile. Tante le richieste di parafiati o paraventi. “Abbiamo la produzione di lastre impegnata fino ad agosto e non si può raddoppiare perché i procedimenti sono complessi. Anche i nostri concorrenti sono nella stessa situazione”. A spiegare la situazione, intervistata da Adnkronos è Antonella Annunziata, amministratore delegato di Madreperla, il più grande produttore italiano di lastre in plexiglas che vanta 7mila tonnellate di materiale l’anno. “La situazione è tale – continua – che se potessimo produrne dieci volte tanto lo venderemmo”.

Parliamo di costi. Dalla Temaplex di Legnano spiegano che il plexiglas che costa circa dai 50 ai 60 euro al metro quadro è una plastica nobile, la più pregiata e la più costosa sul mercato. In più, ha delle caratteristiche eccezionali, come quella di essere riciclabile al 100%”. Ma anche lì la situazione comincia ad essere difficile. “Noi compriamo 50 lastre alla volta, sono investimenti da milioni di euro all’anno – fanno sapere dalla Temaplex – ma oggi le scorte in magazzino cominciano a scarseggiare. E’ l’oro del momento. Anche la Germania inizia a tenerselo per sé”.

Sembra di rivivere la situazione legata alle mascherine e, in questi casi, il rischio più grande è quello delle speculazioni. Temaplex denuncia. “Sta già accadendo. Noi teniamo un prezzo quasi politico. A seconda della grandezza, vendiamo parafiati dai 50 agli 80 euro. E’ questo il loro valore, chi lo vende a un prezzo più alto sta speculando”.

Analizzando, cita la ricerca di Adnkronos, produttori come Madreperla non hanno aumentato i prezzi ma solo del 3-4% e a causa, dicono, “deii rallentamenti nella produzione per l’applicazione dei protocolli di sicurezza, tra sanificazioni e mascherine”. Poi ci sono i produttori più piccoli come la Stilform di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Ditta di una decina di dipendenti che però sta ricevendo richieste anche dall’estero come spiega Marilena Lorenzetti, la titolare. “Siamo inondati di richieste, ora anche dall’estero, ma riusciamo a produrre 500 fogli al giorno, non di più. Non ce n’è tanto in giro e la domanda è più che raddoppiata. Ci sono sette produttori in tutto di lastre acriliche, molto specializzati – spiega – ma fanno per lo più lastre speciali o lastre spesse”.

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