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Le elezioni Europee e una generazione beffata due volte | L’analisi di Benedetta Cosmi

Quest’anno potranno candidarsi per le Europee coloro che sette anni fa compivano diciott’anni. Attenzione, è un passaggio rilevante sulle rabbie e le proposte delle nuove generazioni, sul diritto di voto degli studenti fuorisede. Ci sono dentro due questioni: votare ed essere votati: la prima, appena riconosciuta per gli studenti fuori sede, che dovrebbero vedere la conclusione dell’iter parlamentare entro il 29 marzo per le elezioni dell’8 e 9 giugno 2024.

Quest’anno non servirà tornare nel comune di residenza. Ma se vogliamo c’è un altro senso di estraneità: i ventenni che alle scorse chiamate alle urne per l’Europarlamento hanno scoperto che i coetanei «si sarebbero potuti candidare a 18 anni mentre loro, i ragazzi italiani, avrebbero dovuto aspettare ben altre due elezioni per poter ambire ad esercitare lo stesso diritto», adesso sono diventati lavoratori, lavoratori fuorisede. Beffa. La nuova legge parla solo di studenti. Una generazione incastrata due volte. Dimenticata un’altra volta?

Sulle Europee sono mediamente più interessati di altri, ma il punto è perché il neo 18enne 20enne italiano, ventiquattrenne è esonerato… E i coetanei no? La differenza per eleggere peraltro lo stesso parlamento.

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