Tornato dal vertice di Ankara, il ministro della Difesa Guido Crosetto (intervistato da Monica Guerzoni sul Corriere della Sera dell’11 luglio) parla delle preoccupazioni per la sicurezza in Italia e nel mondo, dell’incattivirsi dei rapporti tra le grandi potenze e della minaccia che la Russia di Putin rappresenta per l’Europa.
Ministro, la tregua in Iran non ha retto. Di chi la colpa?
«È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana.
Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi.
Nel divenire della guerra, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perché consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia».
Non è stato Trump, scatenando la guerra, a offrire al regime di Teheran l’arma di Hormuz?
«No, l’arma di Hormuz se la sono presa gli iraniani perché, quando hanno subito il primo attacco, hanno portato la guerra ai Paesi vicini, che non avevano fatto nulla ed erano contrari alla guerra».
Lei non crede che siano stati gli Usa a rinvigorire l’Iran?
«Trump ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti.
L’Iran, oggi, è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni».
Quando finirà il conflitto?
«L’interesse prevalente di entrambe le parti è che finisca prima possibile».
Ankara non ha segnato il disgelo fra Trump e Meloni. Qual è lo stato reale dei rapporti tra i due ex amici?
«Chi era presente sa bene che erano seduti allo stesso tavolo e che, per tutta la cena, ci sono state conversazioni normali.
Ad Ankara è andata bene. Molti pensavano che saltasse l’Alleanza Atlantica e che Trump avrebbe mortificato tutti i leader e invece ha concluso con un appello peace and love.
Il nostro obiettivo, tenere salda l’alleanza, è stato raggiunto».








