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Guido Castelli, commissario sisma 2016: “Bisogna contrastare il calo demografico e lo spopolamento a partire dalle aree interne”

La crisi demografica ha bisogno di una politica di medio-lungo periodo e rientra tra le priorità indicate da subito dal Governo Meloni. Il contrasto allo spopolamento di alcune aree del territorio italiano, quelle più fragili e interne, invece può e deve produrre effetti sul breve periodo “come sta avvenendo nel processo di ricostruzione in corso sull’Appenino centrale, nelle aree colpite dai terremoti del 2016-2017”, Il Commissario straordinario alla Ricostruzione e Riparazione delle aree colpite dal sisma 2016, senatore Guido Castelli, indica proprio il processo di ricostruzione e di rigenerazione socio-economica nell’area del cratere, come “modello” e “laboratorio” per tutte le aree interne del Paese.

“Il ministro Fitto oggi ha giustamente ricordato che “l’Italia è un paese dove il rischio spopolamento rappresenta certamente una delle questioni fondamentali sulle quali impegnarsi soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne”. L’area del cratere del sisma rappresenta le criticità di gran parte delle aree più periferiche dell’Italia: i due terzi del Paese hanno un’orografia montana.

“Come nella realtà in cui stiamo operando la ricostruzione post sisma” aggiunge Castelli. “Le nostre analisi mostrano chiaramente come gli investimenti diretti nella ricostruzione delle aree colpite dal sisma stiano giocando un ruolo decisivo nel moderare le tendenze demografiche negative – continua Castelli – le aree con elevati investimenti in ricostruzione e ripresa economica, come previsto dal programma NextAppennino, hanno registrato in prospettiva una significativa attenuazione del declino demografico”. Come ha dichiarato oggi la premier Meloni, ha ribadito Castelli, “la spesa pubblica per sostenere la natalità “è spesa buona, con un moltiplicatore altissimo, non può essere considerata come altre spese dei nostri bilanci”.

In attesa di una auspicabile inversione di rotta, in questo processo negativo di riduzione delle nascite e di calo demografico, “bisogna contrastare lo spopolamento delle aree il cui mancato presidio pregiudica la sicurezza di tanti altri territori che si trovano a valle dei luoghi ad alta fragilità idrogeologica – ha aggiunto Castelli – le inondazioni in Emilia Romagna o sulla costa adriatica sono figlie dell’abbandono dell’Appennino centrale da parte dell’uomo.

Il contrasto allo spopolamento di molte aree interne del nostro Paese è un investimento in sicurezza per tutta l’Italia e una pratica efficace di mitigazione degli effetti negativi e disastrosi del cambiamento climatico in atto. Il laboratorio della ricostruzione del Centro Italia e in particolare dell’area del cratere del sisma 2016 – che ho avuto l’onore di rappresentare in questi giorni in un incontro che mi ha concesso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – è stato oggetto di una case history alla recente Cop28 di Dubai e sarà al centro di una testimonianza al prossimo Planet Week-G7 in programma tra una decina di giorni a Torino, nell’ambito delle conferenze tematiche in vista del G7 a presidenza italiana”.

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