Giuseppe Sala (Sindaco di Milano): «La sanità lombarda è tutta da rifare»

«Speriamo che i nuovi vaccini ci permettano di uscirne per la prossima estate. Ma da cittadino lombardo dico che è tempo di ripensare la gestione della sanità lombarda». Lo afferma il sindaco di Milano Beppe Sala, intervistato su Repubblica da Piero Colaprico.

«Nelle ultime settimane – spiega Sala – ho molto limitato la mia critica, perché ci sono momenti in cui è più importante stare vicini alla comunità. Sono però sotto gli occhi di ciascuno le carenze e le difficoltà manifestate dalla sanità, soprattutto territoriale, in questi drammatici mesi in Lombardia. Da ultimo con la vicenda dei vaccini antinfluenzali».

Va cambiato il modello di gestione della salute così com’è stato sinora praticato dal centrodestra? «Radicalmente. Ma non vedo alcun pensiero strategico in proposito venire fuori dalla giunta regionale. Con il Pd lombardo invece stiamo lavorando ad una prima bozza di lavoro. Occorre fronteggiare le sfide demografiche e sociali e saper cogliere le opportunità tecnologiche e di innovazione clinica che si stanno presentando. Qui serve un’universalità del servizio».

Come si fa il cambio di marcia? «Al primo punto – e ne abbiamo cinque ben precisi – con l’istituzione di un’Agenzia per il governo della sanità. Ci devono essere chiare responsabilità e competenze di ogni attore del nostro sistema sanitario. Altre Regioni, per esempio Veneto e Lazio, hanno già implementato sistemi simili. Quest’Agenzia, che può anche assumere la forma di Azienda pubblica, avrà la responsabilità di coordinare tutto il sistema e di governare anche l’offerta del privato accreditato da una posizione di forza e competenza. Inoltre, potrà farsi carico di gestire gli acquisti sanitari e i concorsi per il reclutamento del personale. Al fianco di essa abbiamo poi bisogno di un soggetto che si occupi veramente di innovazione, ricerca, telemedicina e incrocio e valorizzazione dei big data».

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