Giuseppe Falcomatà (Sindaco Reggio Calabria): «Bisogna ridare ai calabresi una sanità all’altezza del resto d’Italia»

Su Repubblica Alessia Candito intervista il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, fra i più duri nel chiedere misure drastiche e immediate per «ridare ai calabresi una sanità all’altezza del resto d’Italia». Falcomatà è fra i cinque sindaci della città capoluogo calabrese che ieri hanno incontrato il premier Conte. Sul piatto, misure urgenti per affrontare la pandemia anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni territoriali. «Conte ci ha assicurato che darà alla gestione commissariale una prospettiva temporale ben delimitata». E già questo, dice Falcomatà, «per noi è un risultato».

La scelta del prossimo commissario è stato uno dei temi della discussione? «Non abbiamo parlato di nomi, ma di metodo. L’intenzione del governo sembra quella di agire in modo più condiviso e collegiale». Vi hanno dato dei tempi? «Non precisi. La soluzione arriverà a breve, ma ho avuto l’impressione che il governo stia riflettendo con attenzione sul da farsi. Da parte nostra, abbiamo indicato un profilo. Una persona di grande competenza, professionalità, capacità, onestà e passione per la Calabria».

Il presidente del Consiglio regionale Tallini finisce ai domiciliari per rapporti con i clan e la politica reclama un ruolo nella gestione della sanità? «Non conosco i dettagli, ma da quanto so la società di distribuzione farmaci finita al centro dell’inchiesta era operativa anche negli anni del commissariamento. Non mi sembra che lo abbia impedito». Perché sulla sanità spesso si incrociano gli interessi convergenti di clan e politica? «La sanità impegna il 70-80% del bilancio di una Regione. Per alcuni è un business e al contempo è un settore estremamente sensibile, che tocca la sfera personale dei singoli». Quale potrebbe essere la soluzione? «Propongo da tempo il superamento della regionalizzazione della sanità. La pandemia e le inchieste hanno dimostrato che la riforma del Titolo V non funziona».

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