Il piano industriale di Unindustria procede a ritmo serrato.
La spinta sulle infrastrutture c’è e, esaurito il Pnrr, il Lazio e Roma si troveranno più forti e con le condizioni migliori per attrarre investimenti dall’estero.
“La regione è stata sempre identificata con il turismo e la pubblica amministrazione.
Ma in realtà le filiere industriali di eccellenza come il farmaceutico e l’aerospazio sono delle eccellenze riconosciute”.
Ad affermarlo, in un’intervista al quotidiano Il Tempo, è il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.
“Stiamo preparando la relazione, arriverà a breve.
Possiamo dire” – spiegato Biazzo – “che è stato molto utile per fissare dei punti da realizzare.
Uno è l’attivazione della Zls, la Zona logistica speciale, 5.700 ettari a disposizione di chi vuole investire.
Ci sono ancora aggiustamenti da fare su alcune aree, ma può essere un tassello fondamentale per l’attrattività grazie alle semplificazioni oltre al credito di imposta dedicato”.
Sul fronte dell’innovazione, il leader di Unindustria ha sottolineato: “abbiamo creato il Rome Technopole, una fondazione con dentro tutte le principali università del Lazio, quattro centri di ricerche, la Regione Lazio, Roma Capitale, le Camere di commercio e più di 30 aziende beneficiando di un bando Pnrr del Mur aggiudicandosi un finanziamento di 110 milioni per progetti di innovazione e alta formazione sulle transizioni digitale ed energetica e il bio-farmaceutico.
Un partenariato ricco e inedito per il Lazio e per l’Italia e che ha già raggiunto importanti risultati tra cui anche la costruzione della sede a Pietralata che sarà ultimata entro l’anno”.
La visione per il Lazio è quella di una regione sempre più competitiva e internazionalmente riconosciuta come terra d’impresa, che valorizzi il suo contributo determinante alla crescita nazionale e l’asset fondamentale della Capitale.








