Nell’ambito della missione europea Aspides nel Mar Rosso, “durante l’attività di scorta del traffico mercantile, abbiamo dovuto reagire contro dei droni. Inizialmente abbiamo usato il sistema per noi più certo e sicuro, cioè abbattere il drone con un missile”.
Lo spiega il capo di Stato maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, rispondendo a Roberto Menia durante un’audizione in commissione Esteri-Difesa del Senato.
Tuttavia, continua, “il missile mediamente costa 1,2 milioni di euro, mentre il missile ne costa solo 20mila: pensando alla sostenibilità, c’è qualcosa che non va. Abbiamo quindi cominciato ad adeguarci con i sistemi che già avevamo e che non avevamo mai utilizzato in quella minaccia: i cannoni”.
“Devo dire” – sottolinea Berutti – “che nel trascorrere dei giorni abbiamo usato i cannoni in modo molto efficace, risparmiando il missile: questo è quello che la Marina italiana fa. Noi cerchiamo di adattarci sempre di più alla minaccia”.








