Non pene più aspre, ma una Procura nazionale del lavoro. Parla così Bruno Giordano, magistrato di grande esperienza, che sottolinea: «bisogna puntare direttamente a ispezionare le aziende che presentano maggior rischio o il rischio di incidente di maggiore gravità».
«Più controlli, soprattutto più controlli “chirurgici”», prosegue Giordano scelto da Orlando per guidare a partire da lunedì l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’agenzia del governo che si occupa della tutela e della sicurezza nei luoghi di lavoro. «Poi occorre mandare a regime l’agenzia unica, per riuscire a coordinare gli ispettori dell’Inail, dell’Inps e delle 106 Asl e le 21 regioni, cosa per nulla facile come si può immaginare. Non serve inasprire le pene, semmai sarebbe utile istituire una».
«Teniamo conto che gran parte degli incidenti che si verificano nelle piccole e medie imprese, che ovviamente hanno bisogno di maggior supporto, maggiore assistenza, e questo vista la loro distribuzione sul territorio nazionale richiede una forza ispettiva maggiore. Per fortuna ora abbiamo la possibilità di assumere duemila nuovi ispettori ed è la più immissione di personale che sia mai stata fatta per l’Ispettorato nazionale del lavoro che sia stata fatta negli ultimi decenni», sottolinea in un’intervista a La Stampa.
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