In Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia
La carenza di medici di famiglia rappresenta una criticità sempre più diffusa nel sistema sanitario italiano. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e sempre più cittadini faticano a trovare un professionista vicino a casa, soprattutto nelle Regioni più popolose.
Tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di 5.197 unità, passando da 42.009 a 36.812. Questa riduzione si colloca in un contesto caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione, che determina un aumento costante dei bisogni clinico-assistenziali.
Nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, e oltre la metà risultava affetta da due o più malattie croniche.
Cartabellotta: un problema diffuso in tutte le Regioni
Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha evidenziato come la carenza di medici sia ormai una realtà strutturale del sistema sanitario.
«La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi», ha dichiarato.
Secondo Cartabellotta, negli ultimi anni la professione ha perso attrattività e questo ha contribuito ad aggravare la situazione.
«Negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».
Il paradosso demografico: più anziani, meno medici
Il quadro che emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe evidenzia un evidente paradosso demografico. Da un lato cresce la popolazione anziana, dall’altro diminuisce il numero dei medici di famiglia disponibili sul territorio.
Negli ultimi quarant’anni la quota di residenti con età pari o superiore a 65 anni è quasi raddoppiata, passando dal 12,9% nel 1985 al 24,7% nel 2025. Ancora più marcato risulta l’aumento degli over 80, la cui incidenza è più che triplicata nello stesso periodo.
Le proiezioni Istat confermano questa tendenza: nel 2035 gli over 65 rappresenteranno il 30% della popolazione, mentre nel 2055 saliranno al 34,5%.
L’aumento delle cronicità rende più complessa l’assistenza
All’invecchiamento della popolazione si aggiunge il peso crescente delle malattie croniche. Secondo l’indagine Istat sullo stato di salute della popolazione, nel 2024 11,3 milioni di over 65, pari al 77,3%, erano affetti da almeno una malattia cronica. Di questi, 8,1 milioni presentavano due o più patologie.
Cartabellotta ha spiegato come questo scenario renda sempre più complessa l’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale.
«L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza».
Pensionamenti e carenza di nuove leve
La situazione rischia di aggravarsi nei prossimi anni a causa dell’elevato numero di pensionamenti previsti tra i medici di medicina generale.
Secondo i dati della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 medici raggiungeranno il limite di età per il pensionamento. Allo stesso tempo, il numero di nuove leve non appare sufficiente a compensare le uscite dal sistema.
Negli ultimi anni il numero delle borse di studio per la formazione in medicina generale è aumentato, ma successivamente ha ripreso a diminuire, scendendo a 2.228 borse nel 2025, con una riduzione del 15,1% rispetto all’anno precedente.
Zone carenti e difficoltà per i cittadini
La carenza di medici riguarda ormai gran parte del territorio nazionale. Secondo le stime della Fondazione Gimbe, le situazioni più critiche si registrano in diverse Regioni, tra cui Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio, mentre non risultano carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.
Il numero medio di assistiti per medico di famiglia ha raggiunto livelli molto elevati. Al 1° gennaio 2025, i medici di medicina generale avevano in carico oltre 50,9 milioni di assistiti, con una media di 1.383 pazienti per medico.
Cartabellotta ha sottolineato come questa situazione renda sempre più difficile l’accesso ai servizi sanitari.
«Il quadro reale è verosimilmente ancora più critico di quanto suggeriscano questi numeri. Infatti, con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico disponibile vicino a casa».
La difficoltà, inoltre, non riguarda più soltanto le aree rurali o montane, ma coinvolge anche molte grandi città.








