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Francia, nel 2025 più decessi che nascite: svolta storica

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Più decessi che nascite, un dato senza precedenti dal Dopoguerra

Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra mondiale, la Francia registra nel 2025 più decessi che nascite. Lo certifica l’Insee nel rapporto diffuso il 13 gennaio, che fotografa un passaggio considerato simbolico per la salute demografica del Paese.

Nel corso dell’anno appena concluso, la popolazione francese ha raggiunto quota 69,1 milioni di abitanti, con una crescita dello 0,25% rispetto al 2024. Tuttavia, per la prima volta dal 1944, l’incremento non è stato sostenuto dal saldo naturale, bensì esclusivamente dal saldo migratorio, stimato in +176 mila persone.

Il saldo naturale diventa negativo

Il dato più rilevante riguarda proprio l’incremento naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, che nel 2025 è risultato negativo per 6 mila unità.

«Ciò che colpisce è quanto, in pochi anni, l’incremento naturale sia diminuito a causa del rapido calo delle nascite», ha spiegato Sylvie Le Minez, responsabile dell’unità di studi demografici e sociali dell’Insee. Un confronto che rende evidente la portata del cambiamento: nel 2015 l’incremento naturale era ancora pari a +200 mila persone.

Crollo delle nascite e fertilità ai minimi storici

Nel 2025 in Francia sono nati 645 mila bambini, con un calo del 2,1% rispetto al 2024 e una riduzione complessiva del 24% rispetto al 2010, indicato come «l’anno dell’ultimo picco di nascite». Si tratta del dato annuo più basso dalla fine del conflitto mondiale.

Alla base del fenomeno c’è la diminuzione della fertilità. Il tasso di fecondità totale si è attestato a 1,56 figli per donna, in discesa rispetto all’1,61 del 2024 e al 2,02 registrato nel 2010 nella Francia metropolitana. È il livello più basso dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

Le cause: lavoro, casa e nuove incertezze

Secondo i demografi, il calo delle nascite è legato a una combinazione di fattori strutturali e culturali. Le persone, spiegano gli analisti, hanno altre aspirazioni oltre alla formazione di una famiglia e si scontrano con difficoltà come la mancanza di lavoro stabile, l’accesso all’alloggio, le tensioni tra vita privata e lavoro e le incertezze climatiche, che influenzano le scelte di lungo periodo.

Aumentano i decessi: pesa l’effetto baby boom

Accanto alla contrazione delle nascite, il 2025 ha visto un aumento dei decessi, arrivati a 651 mila, con una crescita dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

L’Insee spiega che il dato è legato al fatto che la numerosa generazione del baby boom ha raggiunto un’età a più alto tasso di mortalità. A questo si è aggiunta l’epidemia di influenza invernale, «particolarmente virulenta a gennaio», che ha contribuito all’aumento complessivo dei decessi.

La Francia e il contesto europeo

«Con questa nuova situazione, con più decessi che nascite, la Francia si aggiunge semplicemente a una condizione già sperimentata dalla maggior parte dei Paesi europei», ha commentato Gilles Pison, demografo e consulente del direttore dell’Ined.

Secondo Eurostat, nel 2024 solo cinque Paesi europei registravano ancora un saldo naturale positivo: Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Svezia. La Danimarca era in equilibrio, mentre tutte le altre nazioni presentavano un saldo negativo.

Immigrazione e risposta politica

Nonostante le culle sempre più vuote, la seconda economia dell’eurozona ha chiuso il 2025 con una popolazione in lieve aumento proprio grazie all’apporto migratorio. Un elemento che ha spinto il presidente Emmanuel Macron a lanciare già nel 2024 un appello al «riarmo demografico», annunciando nuove misure per contrastare il calo delle nascite.

Tra queste, anche un nuovo congedo di nascita più generoso, la cui entrata in vigore, inizialmente prevista per il 1° gennaio 2026, è stata rinviata a luglio.

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