Il prodotto interno lordo della Francia, nella prima lettura preliminare del secondo trimestre 2020, è sceso del 13,8% su base trimestrale. Il calo su base annua è del 19%. Si tratta del calo più forte dall’inizio della serie storica, ma gli economisti si attendevano una contrazione più forte, intorno a -15,6%.
I dati di oggi “mostrano il prezzo pesante da pagare per il rigido lockdown imposto all’economia francese” nel secondo trimeste, commenta Julien Manceaux, Senior Economist di Ing. Think. Il catastrofico calo “non è stato affatto una sorpresa a causa del rigoroso lockdown del Paese”, ma evidenzia ancora “l’entità del danno economico causato dalla pandemia”, spiega Jessica Hinds, economista europea di Capital Economics. Tuttavia, “il risultato è meno negativo di quanto si potesse temere solo pochi mesi fa e questo è principalmente spiegato da una contrazione relativamente meno intensa dei consumi privati”, hanno affermato gli economisti di UniCredit.
La spesa dei consumatori francesi è salita del 9% su base mensile a giugno e dell’1,3% su base annua. Gli economisti contattati dal Wall Street Journal si aspettava un rialzo del 6,5% m/m e un calo del 2,3% a/a. Manceaux sottolinea però come gli stessi numeri “suggeriscono che l’economia francese ha funzionato in media all’80% della capacità durante il trimestre, risalendo da un minimo del 65% durante il periodo di blocco”. In base ai calcoli di Ing, spiega Manceaux, “l’economia francese è rimbalzata più del previsto a giugno ed è probabilmente più vicina al 90% della sua capacità pre-crisi a luglio” e “se questi livelli vengono mantenuti, un recupero a forma di V è probabile nel terzo trimestre”.
Tuttavia, “riconquistare l’ultimo 10% sarà probabilmente più difficile dopo l’estate, soprattutto se il distanziamento sociale rimarrà la norma e saranno necessari nuovi lockdown locali”, conclude l’economista di Ing.








