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Francesco Gaetano Caltagirone, presidente del Messaggero: “Roma oggi non è completamente competitiva ma la si può cambiare con 3 proposte”

Roma oggi è una città amministrativa di rilievo” ma “non è completamente competitiva come dovrebbe essere”.

“Questo si può cambiare”.

“Altri parlano di ciò che deve diventare. Io parlerò di ciò che è e di quello che si può fare”.

Lo ha detto il presidente del Messaggero Francesco Gaetano Caltagirone aprendo l’evento organizzato dal gruppo ‘Futuro Capitale’.

Caltagirone, rivolgendosi al sindaco Gualtieri e agli esponenti del governo presenti in sala, a Villa Miani, ha avanzato tre proposte: “tassa di soggiorno applicata con rigore, e magari maggiorata”, tassa di accesso al centro ai mezzi che portano i turisti, suolo pubblico a valore di mercato; la quota delle imposte delle imprese del centro direzionale investite in loco; “i cortei non attraversano il centro” sia “regola stabile non deroga occasione”.

“Nessuna di queste proposte richiede risorse”, ha sottolineato Caltagirone: “Il giorno dopo Roma sarà più vivibile”.

“Do atto al sindaco Gualtieri di tutto quello che ha fatto per migliorare la città” – ha aggiunto Caltagirone“Le proposte che seguono non contraddicono quanto è stato fatto, lo completano”.

I benefici del turismo vanno agli albergatori, ai commercianti, ai negozi del lusso, ha sottolineato l’imprenditore, illustrando le sue proposte, “i costi ricadono sui cittadini”, “le strutture che i turisti consumano sono finanziate con le tasse di tutti”.

“La tassa di soggiorno deve essere pagata anche dai B&B, con rigore”, ha aggiunto.

“A Londra le strade dei quartieri direzionali sono molto curate: chi genera riceve”.

“Dato che la prima casa è esente dall’Imu”, l’imposta viene pagata dagli immobili non residenziali soprattutto nel centro storico, “il mio gruppo possiede 5 immobili in via Barberini”.

“Versiamo 2 milioni all’anno di Imu, l’intera strada ne produce forse 7 milioni”.

“Con una parte di quel gettito cambierebbe l’intera via”.

Infine, parlando dei cortei nel centro storico, ha evidenziato, “il diritto di protesta non comprende il diritto di rendere ostaggio chi lavora”.

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