Fila ha approvato i risultati del primo semestre, chiusi con ricavi pari a 307,6 milioni di euro, in calo del 12,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un ebitda normalizzato, al netto degli effetti del principio contabile ifrs 16, di 46,2 milioni (-20,7%) e con un utile netto di 2,8 milioni (-83,6%). L’utile normalizzato, al netto degli effetti dell’Ifrs 16, è stato di 9,5 milioni, a fronte dei 21,9 milioni del 2019.
I risultati, spiega una nota, scontano gli effetti del lockdown e della pandemia di Covid-19. Il Cda ha inoltre approvato “una deroga temporanea” agli elementi della politica di remunerazione relativi alla componente variabile per il 2020 allo scopo di tener conto delle “circostanze eccezionali” rappresentate dal coronavirus, così dal salvare la possibilità per i manager di ricevere i bonus sul 2020 legati ai risultati.
Nell’attuale situazione, spiega infatti in una nota l’azienda, “il management del gruppo, per circostanze totalmente al di fuori del proprio controllo e indipendentemente dall’impegno profuso nella situazione di difficoltà, si vedrebbe quasi del tutto azzerare la componente variabile di breve termine (qualitativa e quantitativa) della propria remunerazione”.








