Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Fabio Panetta, governatore Banca d’Italia: “Quello dei pagamenti transfrontalieri è un cantiere incompiuto, avanti con la Roadmap del G20”

“Lenti, costosi e vincolati da regole frammentate”: i pagamenti transfrontalieri sono ancora un “cantiere incompiuto”. A pagarne il prezzo più alto sono i Paesi più vulnerabili che, a causa dei costi elevati delle rimesse — una “tassa occulta” — puntano sulle stablecoin, senza però garanzie su un reale vantaggio sui costi e con rischi per la stabilità finanziaria.

È quanto spiegato dal governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, nel corso del suo intervento presso l’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito in occasione dell’evento “Cross-border payments at a turning point”. Il governatore ha messo in evidenza come la tecnologia non possa sostituire la “credibilità” di una banca centrale, spiegando che la risposta passa da infrastrutture più efficienti e regole armonizzate, oltre che dal ruolo centrale della moneta di banca centrale.

PAGAMENTI TRANSFRONTALIERI LENTI E COSTOSI, UN CANTIERE INCOMPIUTO

“Negli ultimi vent’anni i pagamenti domestici hanno conseguito progressi significativi: sono divenuti più veloci, meno costosi, disponibili ventiquattro ore su ventiquattro. Ciò nonostante, i pagamenti oltre i confini nazionali restano spesso lenti, costosi e vincolati da regole frammentate”, ha precisato Panetta sottolineando che “nel processo di modernizzazione dell’economia, i pagamenti transfrontalieri restano ancora un cantiere incompiuto”.

TECNOLOGIA NON PUÒ SOSTITUIRE LE BANCHE CENTRALI NELLA MONETA

La tecnologia, ha spiegato il governatore, può rendere “più funzionale l’uso della moneta, ma non può sostituire la credibilità di una banca centrale indipendente e l’autorità dello Stato — gli elementi essenziali su cui poggia la fiducia riposta nella moneta stessa”. La moneta di banca centrale, ha sottolineato Panetta, “deve rimanere lo strumento ultimo di regolamento e operare in continuità con le soluzioni di pagamento private, così da assicurare un’innovazione efficiente e sicura”.

IL NODO DEI COSTI DELLE RIMESSE SUI PAESI PIU’ VULNERABILI

“Un miglioramento dei pagamenti transfrontalieri produrrebbe benefici significativi per le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale”, ha aggiunto il numero uno di palazzo Koch. In alcuni Paesi, attualmente un adulto su tre riceve rimesse dall’estero. Le rimesse di piccolo importo possono comportare “costi proibitivi”.

Trasferire 200 dollari verso un Paese dell’Africa subsahariana attraverso canali formali può costare più di 20 dollari. Questi oneri, ha sottolineato il governatore, “equivalgono a una tassa occulta sui redditi percepiti all’estero, che spinge gli utenti verso soluzioni non ufficiali e meno sicure”.

Nel 2024 le rimesse verso i Paesi con reddito basso e medio hanno raggiunto i 650 miliardi di dollari, un importo sostanzialmente pari alla somma degli investimenti diretti esteri e degli aiuti pubblici allo sviluppo. “Ridurne il costo fino all’obiettivo del 3% fissato dal G20 e dalle Nazioni Unite consentirebbe risparmi annui compresi tra 7 e 22 miliardi di dollari, a beneficio diretto di comunità altamente vulnerabili”.

CON STABLECOIN NO VANTAGGI COSTI

In alcuni Paesi, famiglie e imprese si affidano talora alle stablecoin per effettuare le rimesse e i pagamenti transfrontalieri. “L’attrattiva di questi strumenti è comprensibile: essi promettono trasferimenti più rapidi e, per gli utenti di Paesi con valute deboli o controlli sui movimenti di capitale, una forma di riserva di valore alternativa ai canali ufficiali. Non vi sono però prove solide dell’efficienza delle stablecoin”, ha continuato il governatore aggiungendo che — secondo un’analisi preliminare condotta dalla Banca“i pagamenti effettuati con tali strumenti non offrono vantaggi di costo sistematici”.

I loro costi, ha proseguito il governatore, “variano in misura significativa tra i diversi corridoi di pagamento e risultano fortemente influenzati dalle spese di conversione della moneta in criptoattività, e in alcuni casi possono raggiungere il 9% della somma trasferita”. L’utilizzo delle stablecoin, ha avvertito Panetta, comporta “rischi concreti, quali le corse ai riscatti; minacce alla sovranità monetaria nelle economie più piccole; perdite irreversibili dovute a problemi operativi — chiavi di accesso smarrite, errori nei codici di programmazione, attacchi cibernetici; gravi timori per l’integrità finanziaria quando gli operatori utilizzano reti e infrastrutture opache”.

Questi rischi, ha precisato, “non giustificano una chiusura all’innovazione. Diversi paesi stanno adottando quadri regolamentari specifici, che contribuiscono a mitigarli: in presenza di una normativa solida, le stablecoin potranno svolgere un ruolo positivo in determinati corridoi di pagamento”. “Ma la regolamentazione, da sola, non basta. Servono soluzioni di pagamento efficienti, ancorate alla sicurezza della moneta di banca centrale. La risposta che dobbiamo fornire agli utenti dei pagamenti è chiara: non solo regole, ma alternative migliori”.

L’IMPEGNO PER PROCEDERE CON LA ROADMAP DEL G20, L’IMPEGNO A LIVELLO NAZIONALE

Secondo Panetta, è quindi necessario procedere con la Roadmap del G20 che punta a migliorare il sistema dei pagamenti internazionali. Gli obiettivi, ha sottolineato il governatore, sono ancora lontani. La Roadmap al 2030 mira a rendere i pagamenti transfrontalieri più rapidi, economici, trasparenti e inclusivi fissa alcuni obiettivi quantitativi.

Panetta, che presiede il Comitato Pagamenti e Infrastrutture di Mercato del G20 ne ha ricordato uno in particolare: quello per le rimesse il cui “costo medio globale resta vicino al 6,4%, più del doppio dell’obiettivo del 3% fissato per la fine del 2030. La Roadmap del G20 ha indicato la direzione da seguire “per migliorare il funzionamento dei pagamenti internazionali. Spetta ora ai singoli paesi tracciare la rotta da seguire per tradurre l’agenda globale in iniziative nazionali”.

Per le economie più lontane dagli obiettivi prefissati, le misure di azione “offrono un percorso concreto per rafforzare le infrastrutture nazionali, rimuovere i colli di bottiglia ed evitare che i progressi restino confinati a poche giurisdizioni. Per le economie più avanzate, esse rappresentano un’opportunità e, al tempo stesso, una responsabilità: assumere un ruolo di guida a beneficio delle economie più vulnerabili e del sistema globale nel suo complesso”.

L’efficienza, ha concluso Panetta, “non basta. Pagamenti più rapidi, trasparenti, accessibili e a basso costo hanno valore solo se le infrastrutture sottostanti restano aperte, interconnesse, resilienti e affidabili. In un’epoca di crescente rivalità strategica, preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione non è soltanto auspicabile: è indispensabile. Interconnettersi per rafforzare la stabilità: questo è il principio guida e la via da seguire per il futuro”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.