Ad affermarlo è Carsten Brzeski, capo economista per l’Eurozona di Ing. “Le esportazioni tedesche sono crollate ad aprile del 24% a livello mensile e del 31,1% su base annuale mentre le importazioni sono sprofondate del 16,5% a livello congiunturale e del 21,6% su base tendenziale. La bilancia commerciale della Germania, in termini destagionalizzati, ha quindi registrato un surplus di 3,2 miliardi di euro. Infine l’avanzo delle partite correnti si e’ attestato a 7,7 miliardi di euro. L’unico lato positivo della bilancia commerciale tedesca è che, in termini di dati economici mensili, il peggio dovrebbe essere alle spalle. Durante la crisi finanziaria – ha continuato – le esportazioni tedesche hanno impiegato cinque mesi per contrarsi del 26%, mentre il coronavirus ha impiegato un solo mese per ottenere praticamente lo stesso risultato”
“Il settore delle esportazioni è probabilmente il più esposto alla crisi, risente delle misure di contenimento interne tanto quanto dei blocchi in tutto il mondo e delle interruzioni della catena di approvvigionamento. Mi aspetto un rimbalzo temporaneo del dati commerciali, ma le sfide strutturali tra cui le tensioni commerciali, la Brexit e le interruzioni della catena di fornitura globale – ha concluso -non promettono niente di buono per quanto riguarda le prospettive di medio termine.
“Come i nuovi ordini e la produzione industriale, anche le esportazioni e le importazioni tedesche di beni sono praticamente crollate ad aprile – ha detto Ralph Solveen, vicedirettore della ricerca economica presso Commerzbank – il calo delle esportazioni verso altri Paesi dell’Unione Europea è stato poi di gran lunga maggiore di quello verso Stati extra-Ue. Ciò dimostra che le basse esportazioni apparentemente non sono state solo rallentate dalle restrizioni interne alla produzione, ma anche dalla minore domanda nei paesi partner commerciali a causa della pandemia – ha concluso – credo che probabilmente ci vorrà molto tempo prima che i livelli precrisi vengano raggiunti di nuovo”.








