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Ettore Prandini, presidente Coldiretti: “La legge del ripristino della natura approvata dall’UE è troppo ideologizzata e manca la pianificazione”

”Noi non siamo contro l’ambiente, ci tengo a dirlo, senza gli agricoltori non ci sono ambiente né territorio”. Lo sottolinea in un’intervista al Corriere della Sera, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. Sulla legge sul ripristino della natura appena approvata dalla Ue, Prandini spiega che ”mi sembra un regolamento fortemente ideologizzato e mi spiace che venga approvato a fine legislatura quando la cosa migliore era rimandarlo alla nuova Commissione”.

”Se si legge la norma è tutt’altro che a favore dell’ambiente e conferma questa idea che gli agricoltori siano un problema -continua Prandini-. Siamo contenti per il raggiungimento di una parte delle richieste che avevamo posto, ma restano delle criticità: va bene l’obbligo di piantare 3 miliardi di nuovi alberi ma volevamo legarlo alla forestazione dei boschi in un’ottica collegata alla nostra industria del legno costretta a importarlo”.

”La nostra idea è un piano per rigenerare i terreni che includa pratiche per favorire un sistema integrato con la ripopolazione di insetti, api, farfalle che facciano da sentinelle della qualità del lavoro: obbligare solo a mettere più farfalle significa non conoscere i territori e le loro differenze, l’Italia non è la Germania”.

Quindi conclude Prandini vogliamo ”Meno burocrazia. E vorremmo che i regolamenti comunitari considerino le diversità dei territori, ma anche che vengano applicati in modo omogeneo da tutti gli Stati membri: in materia di agrofarmaci, ad esempio, in Italia è tutto tracciato, altrove no, e questo è sbagliato”.

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