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Ernesto Galli Della Loggia (Corriere della Sera): «Prosegue inarrestabile l’asservimento della scuola al mondo del lavoro»

«Forte dell’ideologia del “capitale umano”, prosegue inarrestabile la corsa della scuola italiana all’asservimento nei confronti del cosiddetto “mondo del lavoro”». Sul Corriere della Sera, Ernesto Galli Della Loggia critica aspramente le indicazioni del ministro dell’Istruzione Bianchi.

Sempre di più, scrive, i giovani sono istruiti e valutati in vista del loro futuro impiego, il che significa «dunque rinunciare a ciò che una scuola degna di questo nome deve proporsi: avviare delle giovani menti alla conoscenza del mondo, nell’idea che ciò non solo gli servirà domani nelle loro più varie attività lavorative, ma soprattutto perché ciò feconderà lo sviluppo della loro personalità e del loro carattere non secondo un qualche piano predefinito ma secondo le misteriose vie della crescita umana e della vita».

«Ma un’idea del genere è troppo banale, suona vecchia, deve aver pensato il professor Patrizio Bianchi, neoministro dell’Istruzione. Che anche lui, come tutti i predecessori, arrivata la sua prima stagione primaverile da ministro è stato preso dalla fregola di lasciare il segno sulle sorti del Paese cambiando qualcosa dell’esame di Stato che conclude il ciclo scolastico. E così ha prescritto che a cominciare da questa sessione ogni candidato si presenti all’esame dotato di un “Curriculum dello Studente”, destinato a essere preso in considerazione come elemento di valutazione insieme alle tradizionali prove d’esame e alla fine ad essere pubblicato in allegato al diploma».

«Ci sono almeno due aspetti particolarmente odiosi in questo ennesimo snaturamento del significato dell’istruzione pubblica che ormai da anni si viene compiendo ad opera di una burocrazia ministeriale composta di mezze calzette ipnotizzate da tutto ciò che appaia moderno. Il primo è il carattere classista di tale snaturamento. È evidente infatti che il “Curriculum dello Studente” in buona parte rispecchierà null’altro che la condizione economica della sua famiglia».

«Il secondo aspetto odioso sta nella pretesa — alla base del «Curriculum» nonché degli studi che teorizzano i character skills — che sia possibile formare e fornire la radiografia caratteriale di un essere umano stabilendone i contorni quando egli ha appena 18-19 anni, cioè quando egli è ancora tra la fine dell’adolescenza e l’inizio della giovinezza. C’è in una simile pretesa l’idea di un fissismo quasi genetico, di una predestinazione biologista, che è totalmente agli antipodi di una concezione liberamente umana della personalità come qualcosa sempre capace di evolvere, di ricredersi e di mutare».

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