L’obiettivo è raggiungere l’indipendenza, possibilmente entro l’inverno 2024-2025, ma per conseguirlo serviranno più rigassificatori. Lo ha annunciato l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, all’Energy summit a Milano.
Per diversificare le fonti di approvvigionamento «Eni è stata rapida, con il coinvolgimento del governo, e ha fatto investimenti in Paesi in cui abbiamo trovato molto gas», ha premesso Descalzi, ricordando per esempio l’apporto dell’Algeria che «ha più che raddoppiato il proprio contributo», con «9 miliardi di metri cubi addizionali e arriverà a 20 miliardi». Oltre all’Algeria e al gas del Nord Europa, «abbiamo aperto capitoli che erano a zero» come «l’Egitto, il Qatar, la Nigeria, l’Indonesia, il Congo e il Mozambico».
«Tutti questi capitoli nuovi porteranno un contributo che nel giro di 2 anni e mezzo, nell’inverno 2024-2025 ci porteranno a essere indipendenti dalla Russia», ha sottolineato Descalzi secondo il quale però «servono i rigassificatori perché gli attuali sono ormai saturi». Nello specifico, ha concluso, «nel 2022 dovremo avere forniture di gas addizionale per circa 9,7-10 mld, poi per il 2023-2024 porteremo 17,6 mld di forniture addizionali, che porteremo nel 2024-2025 a 22 miliardi».
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