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Marta Dassù (esperta di politica internazionale): «Green Deal, la scommessa verde dell’Europa non sarà gratis e non sarà indolore»

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Marta Dassù è una saggista e politica italiana, che è stata Viceministro degli affari esteri nel Governo Monti e nel Governo Letta, esperta di politica internazionale.

«Per avere successo il Green Deal europeo richiederà parecchie condizioni, a cominciare dal tentativo di moderare i costi indubbi — per una parte del sistema industriale e dei cittadini europei — della rivoluzione energetica. La scommessa verde dell’Europa, insomma, non sarà gratis e non sarà indolore».

«Non a caso, il pacchetto legislativo appena presentato dalla Commissione europea (“Fit for 55”) prevede un nuovo Fondo Sociale per il Clima. Comunque sarà oggetto di un lungo e difficile negoziato fra i governi nazionali e con il Parlamento di Strasburgo. Accanto al fronte interno esiste un fronte internazionale. La transizione energetica dell’Europa, che si è impegnata a ridurre le emissioni inquinanti del 55% entro il 2030, dovrà essere accompagnata da un’azione di politica estera, da una vera e propria geopolitica del clima» spiega dalla colonne del quotidiano La Repubblica.

«Per due ragioni, entrambe abbastanza semplici da capire. Da una parte, le scelte dell’Europa, che è ancora uno dei maggiori importatori al mondo di combustibili fossili, avranno un impatto rilevante sui mercati energetici, con implicazioni dirette per le relazioni fra l’Europa e i grandi paesi produttori. Dall’altra, l’Unione Europea, che produce attualmente meno del 10% delle emissioni globali di CO 2, non può certo pensare di diventare il leader mondiale in tema di sostenibilità in totale autonomia e solo grazie al suo esempio virtuoso».

«Ambire a fissare standard internazionali è un’ottima strategia, muoversi per primi anche; ma è poi indispensabile — perché la scommessa ambientale sia vinta — che gli altri attori principali adottino a loro volta politiche simili. Non si può essere un leader globale senza avere dei follower, o almeno dei partner disponibili. Esiste insomma, e per definizione nel caso del clima, un legame decisivo tra la dimensione domestica europea e la proiezione internazionale dell’Ue».

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