La prefazione di Daniela Fumarola al libro “A.A.A. Genitori Cercasi”
Il calo demografico rappresenta una delle principali emergenze sociali ed economiche italiane. A ribadirlo è Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, nella prefazione del libro A.A.A. Genitori Cercasi, scritto da Alessandro Polli ed edito da Edizioni Lavoro.
Nelle pagine introduttive del volume, Fumarola descrive un quadro definito “molto grave e in costante peggioramento”, collegando direttamente il declino della natalità agli equilibri economici, sociali e occupazionali del Paese.
“Il declino della fecondità è un problema molto grave e in costante peggioramento, non soltanto in Italia”, scrive la segretaria generale della Cisl, ricordando come nel 2024 il nostro Paese abbia registrato “un minimo storico” del tasso di fecondità totale.
Le conseguenze del declino della natalità
Nella prefazione, Fumarola sottolinea che il fenomeno non riguarda soltanto la sfera familiare, ma investe direttamente il futuro economico e produttivo dell’Italia.
“Nell’arco di un ventennio, se si protrarrà questo orizzonte di bassa natalità, la popolazione italiana è destinata a invecchiare e a contrarsi, con conseguenze pesantissime non soltanto per il mercato del lavoro, ma anche per la tenuta del sistema sanitario e di quello pensionistico”, osserva.
La riflessione si inserisce nel dibattito sempre più ampio sul rapporto tra denatalità, sostenibilità del welfare e tenuta del sistema produttivo nazionale.
“Il dibattito deve uscire dagli ambienti specialistici”
Uno dei passaggi centrali della prefazione riguarda la necessità di ampliare il confronto pubblico sul tema della natalità.
Secondo Fumarola, il tema continua a rimanere confinato “all’interno di un perimetro ultraspecialistico”, mentre dovrebbe diventare oggetto di una discussione più ampia e condivisa.
“Il presente volume intende spiegare, con un linguaggio chiaro e non rivolto solo a specialisti, come si è originata la situazione attuale e a quali condizioni è possibile ancora mettere in atto interventi correttivi”, scrive la segretaria generale della Cisl.
Nel testo viene inoltre evidenziata l’importanza della comunicazione e della consapevolezza sociale rispetto ai rischi legati alla denatalità.
L’impatto culturale e sociale sulla scelta di avere figli
Nella sua analisi, Fumarola collega il declino della fecondità anche ai profondi cambiamenti culturali e valoriali avvenuti negli ultimi decenni.
“Il declino della fecondità è anche una conseguenza del mutamento culturale e valoriale, diffusosi a partire dalla fine degli anni Sessanta, che ha indebolito la famiglia tradizionale e ha enfatizzato l’importanza dell’autonomia individuale e dell’autorealizzazione”, scrive.
Tuttavia la segretaria generale della Cisl precisa che le difficoltà della natalità non possono essere ridotte soltanto a una questione culturale o individuale.
“Quei giovani che oggi decidono consapevolmente di non avere figli non effettuano una scelta dettata esclusivamente da un individualismo spinto all’estremo, ma molto più semplicemente reagiscono a una realtà italiana sempre più dominata dall’incertezza e avara di prospettive di crescita personale”, osserva.
Lavoro, occupazione femminile e prospettive dei giovani
La prefazione insiste anche sul rapporto tra lavoro, qualità dell’occupazione e natalità.
Secondo Fumarola, “stabilità occupazionale e qualità del lavoro rappresentano due ulteriori fattori che più incidono sulla scelta delle donne di mettere al mondo dei figli”.
Per questo motivo viene evidenziato il ruolo dell’occupazione femminile e della qualità del lavoro nella costruzione di un sistema sociale più sostenibile.
“Non c’è sviluppo senza lavoro di qualità, sicuro, ben contrattualizzato, giustamente retribuito e anche partecipato”, scrive la segretaria generale della Cisl.
Nel testo trova spazio anche il tema dell’emigrazione giovanile. Fumarola cita infatti “il flusso di centinaia di migliaia di giovani italiani emigrati all’estero, verso Paesi in cui l’ascensore sociale è evidentemente ancora in funzione”.
Il ruolo del sindacato e della politica
La riflessione si conclude con un richiamo al ruolo delle organizzazioni sociali e della politica nel contrasto alla crisi demografica.
Secondo Fumarola, il sindacato può svolgere una funzione decisiva attraverso la contrattazione collettiva, favorendo conciliazione tra lavoro e famiglia, salari dignitosi e sostegno ai servizi per l’infanzia.
“Solo un’efficace contrattazione collettiva può garantire una migliore conciliazione lavoro-famiglia e stipendi equi e dignitosi”, afferma.
Ma il passaggio finale è soprattutto un appello alla politica.
“Gli interventi a macchia di leopardo e le misure occasionali di breve periodo devono essere sostituite da politiche familiari organiche, strutturali e universali”, scrive Fumarola.
Infine il monito conclusivo: “La situazione è grave, abbiamo poco tempo e non possiamo più permetterci di fare finta di nulla”.








