«Proponiamo un obiettivo molto ambizioso ma realistico: raddoppiare l’attuale livello di elettrificazione, passando dal 23% al 46%».
Venerdì la Commissione europea ha presentato la Comunicazione sull’Electrification Action Plan.
Per il commissario all’Energia Dan Jørgensen, danese e socialista, la proposta «sarà controversa» ma non c’è tempo da perdere perché «ci troviamo in una situazione talmente urgente e grave, anche alla luce della crisi in Medio Oriente, da dover indicare subito una direzione molto chiara», spiega in un’intervista di Francesca Basso, sul Corriere della Sera di sabato 18 luglio.
Parlando con un gruppo di media europei, tra cui il Corriere, Jørgensen snocciola i numeri: «Da quando gli Usa hanno iniziato a bombardare l’Iran, abbiamo pagato oltre 50 miliardi di euro in più per l’energia rispetto allo stesso periodo in condizioni normali, senza ricevere nemmeno una molecola di energia in più».
L’obiettivo del piano è ridurre tutte le principali componenti della bolletta: l’Ets pesa in media per l’11%, il resto del costo è determinato dal prezzo dell’energia, dai costi di rete e dalla tassazione.
«Vogliamo che l’elettricità sia tassata meno del gas».
La Commissione sembra inviare segnali contrastanti.
Da un lato rafforza l’impegno per l’elettrificazione e dall’altro interviene sull’Ets.
È così?
«Ha senso introdurre maggiore flessibilità nel sistema Ets. Oggi l’industria europea è sotto forte pressione. Dobbiamo adottare misure che consentano alle imprese di sopravvivere e che rendano la transizione concretamente possibile. Ciò non significa modificare l’obiettivo complessivo né ridurre il livello di ambizione. Dobbiamo conseguire la stessa riduzione delle emissioni prevista fin dall’inizio».
Come si legano le due cose?
«Diciamo all’industria che l’elettrificazione è la strada da seguire. Nella quasi totalità dei processi sarà necessario un investimento iniziale, ma verrà recuperato rapidamente. Successivamente l’impresa beneficerà soltanto dei risparmi. Alcune misure prevedono un utilizzo maggiore delle risorse provenienti dall’Ets per finanziare l’elettrificazione».
Da dove arriveranno gli investimenti per le reti elettriche e per le altre infrastrutture necessarie?
«La maggior parte degli investimenti dovrà provenire dal settore privato, perché viviamo in un’economia di mercato aperta. È chiaro che possono esserci motivi per prevedere anche incentivi pubblici e altri strumenti di sostegno. Uno di questi è proprio destinare una quota maggiore delle entrate dell’Ets all’elettrificazione».








