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Crolla il bilancio del Gruppo Renault nel 2020: in un anno 8 mld di perdite, bruciati quasi 12 mld di fatturato

Buio pesto sui conti di Renault. Un 2020 devastante che ha provocato una perdita da 8 miliardi di euro, a causa della pandemia. Il dato, rapportato all’esercizio precedente, rende l’idea della voragine creata dal Covid-19. Nello stesso periodo dell’anno prima della pandemia le perdite si attestavano sui 141 milioni di euro.

A pesare per la società transalpina è stato anche il contributo negativo dalla partner Nissan Motor di 4,97 miliardi di euro. Giù anche il fatturato, sceso a 43,47 miliardi di euro, dai 55,54 miliardi generati lo scorso anno. La decisione della società per quest’anno è quella di proporre all’assemblea generale degli azionisti di non distribuire alcun dividendo per il 2020. Una crisi su tutti i fronti: Renault ha riferito anche di una carenza di semiconduttori, comportando un rischio per 100.000 veicoli per il 2021.

Si cerca però, in mezzo ai risultati negativi appena divulgati, di guardare al futuro rilanciando i piani già stabiliti. Il faro sarà il piano strategico, presentato di recente, che comprende anche un margine operativo per il gruppo superiore al 3% entro il 2023. A parlarne è l’amministratore delegato, Luca de Meo. «Il 2021 si prospetta un anno difficile, date le incognite riguardanti la crisi sanitaria e la carenza di forniture di componenti elettronici. Affronteremo queste sfide collettivamente, mantenendo lo slancio verso la ripresa in cui siamo stati impegnati con successo dalla scorsa estate. La priorità è la redditività e la generazione di cassa, come annunciato durante il nostro piano strategico “Renaulution”».

Il free cash flow operativo automotive della casa automobilistica francese si è attestato a -4,55 miliardi di euro per l’anno, mentre la posizione di liquidità netta del ramo auto è risultata pari a -3,58 miliardi di euro alla fine del 2020. Un risultato deludente per gli analisti di Citigroup, secondo cui la liquidità netta ha mancato le previsioni del consenso a -2,9 miliardi di euro. Gli analisti hanno affermato che il risultato «è dovuto apparentemente a un maggiore cash out legato a contratti di locazione, maggiori rimborsi per ristrutturazioni e probabilmente è stato influenzato anche da una riduzione del factoring che ha avuto un impatto negativo sul capitale circolante».

Renault ha presentato il suo piano “Renaulution” giusto un mese fa. Questo rappresenta il punto di svolta con cui l’azienda francese punta a ripristinare la redditività e riaffermare la sua competitività sul mercato, focalizzandosi sui margini e sulla generazione di cassa, con un rafforzamento della sua impronta su mercati ad alto margine come l’America Latina e l’India.

Il piano prevede il lancio di 24 modelli da qui al 2025, di cui almeno 10 interamente elettrici. Spending review netta. Renault punta a raggiungere riduzioni dei costi fissi di 2,5 miliardi di euro entro il 2023 e di 3 miliardi di euro entro il 2025. Risparmi che serviranno, dal 2025 in poi, a orientare il proprio modello di business verso la tecnologia, l’energia e la mobilità. Ciò includerà la creazione di una nuova unità aziendale per sviluppare «nuovi pool di profitti da dati, mobilità e servizi legati all’energia a vantaggio degli utenti dei veicoli e nell’ottica di generare oltre il 20% dei ricavi del gruppo entro il 2030». Il nuovo Piano garantirà la redditività sostenibile del gruppo, pur rimanendo in linea con il suo impegno ad azzerare le emissioni di Co2 in Europa entro il 2050.

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