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Confcommercio, dimezzate le immatricolazioni delle auto

I numeri sono stati pubblicati da Confcommercio Mobilità, la federazione di settore che rappresenta le imprese della filiera dell’automotive: dai venditori di auto e moto nuove ed usate, a quelli di parti di ricambio, di camper ed accessori, di macchine  agricole, fino alle officine di riparazione, ai grandi parcheggi  automatizzati e alle autorimesse con servizio. L’intero settore risente dei postumi del lockdown.

IL COMUNICATO CONFCOMMERCIO MOBILITÀ
Nei primi giorni di riapertura del settore, le vendite si stanno concentrando sulla fascia bassa di prezzo e in molti casi i  rivenditori ed alcune case stanno praticando offerte di vendita  dilazionate, a tasso molto contenuto se non nullo e con differimento nel pagamento delle prime rate. Iniziative, purtroppo, che non sono ancora sufficienti a dare ossigeno al mercato. In mancanza di interventi di sostegno pubblico,  infatti, per il 2020 si prevede un calo del 45% sulle immatricolazioni rispetto al 2019 che passerebbero cosi’ da 1,9  mln a poco più di 1 milione. Un vero e proprio crollo che metterebbe a rischio la sopravvivenza del settore con inevitabili conseguenze anche sull’occupazione.

Un comparto, quello dell’automotive, composto da circa 125.000 imprese in Italia, con quasi 450.000 addetti e un fatturato di circa 100 miliardi, ossia quasi il 6% del nostro Pil – continua la nota – rischia di subire un pesantissimo contraccolpo: nel periodo marzo-maggio, quasi 300.000 vetture nuove ed almeno altrettante usate sono rimaste invendute.

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