Con lo studio “Collezionisti e valore dell’arte in Italia” Intesa Sanpaolo racconta come funziona oggi il mercato dell’arte in Italia

«Oggi l’arte non è più un bene rifugio ma un modo attento per diversificare le proprie ricchezze. Questa diversificazione diventa efficiente ed efficace se affiancata da esperti». Lo ha affermato Tommaso Corcos, Amministratore Delegato Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, nel corso della presentazione dello studio “Collezionisti e valore dell’arte in Italia”.

Secondo Corcos, «farsi affiancare da private banker o art advisor è uno strumento straordinario per fare i giusti investimenti e per arricchire le nostre conoscenze». Il top manager ha sottolineato che per Intesa Sanpaolo «il mondo dell’arte è particolarmente importante e lo dimostrano le tante iniziative messe in campo». Sull’argomento è intervenuto anche Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, secondo cui «ogni impresa italiana in salute dovrebbe dedicarsi al supporto dell’arte e della cultura. Ciò deve accadere ancora di più se – come nel nostro caso – parliamo di una banca come Intesa. La mostra del Tiepolo in un momento così difficile per il Paese, è una attenzione concreta all’arte e alla cultura».

«Nel 2019 il volume delle compravendite» di opere d’arte è stato pari a «64 mld usd. È una cifra imponente» ha spiegato Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo. «Non tutto il mercato si muove però allo stesso modo», ha aggiunto. «Il segmento degli artisti del dopoguerra e dell’arte contemporanea è molto vivace. C’è una grande attenzione agli artisti viventi». «Il mercato dell’arte e dei collezionisti è cambiato molto negli ultimi dieci anni. Ha destato l’interesse di analisti, investitori istituzionali e banche e questo ha fatto nascere veri e propri investimenti anche complementari a quelli tradizionali. Inoltre è diventato un mercato sempre più trasparente e dove conta molto la reputazione di chi vi opera», ha proseguito.

Quello italiano, spiega De Felice, «è un mercato che può sembrare piccolo ma in realtà non lo è. Gli artisti italiani tendono a vendere e operare sempre di più su mercati esteri; molti collezionisti italiani comprano su piazze straniere. Il mio auspicio è che sia tutelato il più possibile il patrimonio artistico e culturale dell’Italia che è un bene importante. L’arte – ha concluso – è una parte importante della nostra vita».

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