Eni non cede alla crisi e, anzi, rilancia. Dai vertici arriva una rassicurazione: “Non solo confermiamo tutti i nostri obiettivi al 2050, ma rilanciamo e acceleriamo. Nel periodo peggiore nella storia dell’industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della guerra dei prezzi, la reazione di Eni è pronta e radicale”, ha detto alla Stampa l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, aggiungendo che “è stato rivisto il profilo produttivo a circa 2 milioni di barili equivalenti al giorno al 2023. Ai business di transizione, e in particolare a progetti per bio-raffinerie, generazione rinnovabile e crescita clienti retail, destiniamo viceversa 800 milioni di euro di nuovi fondi incrementali suddivisi sugli anni 2022-2023. Come conseguenza, gli investimenti ‘green’ rappresenteranno il 17% della spesa complessiva nel quadriennio rispetto al 12% nel precedente piano, raggiungendo il 26% del totale nel 2023”.
Descalzi parla poi della nuova “policy dei dividendi innovativa, che si adatta all’attuale scenario, volatile e con prezzi inferiori al precedente. Combina una componente base progressiva parametrata a un Brent di almeno 45 dollari al barile a una componente variabile commisurata alla crescita del pezzo fino a 60 dollari al barile, oltre il quale sarà riattivato il piano di buy back. Il dividendo non sarà più un numero fisso in un mondo sempre più soggetto a un’elevata variabilità, ma sarà funzione dello scenario e dello sviluppo industriale del gruppo che vuole continuare a crescere offrendo un rendimento ogni anno competitivo ai propri azionisti. Offriamo un sistema certo, chiaro, trasparente e programmabile”.








