[I dati] Centro Studi Confindustria: il Pil italiano avrà un forte rimbalzo nel terzo trimestre grazie ai vaccini

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Pil più vicino al rimbalzo. In Italia sono iniziati da aprile i primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid. Questo condurrà nel secondo trimestre a un piccolo segno positivo del Pil, dopo la lieve contrazione nel primo (-0,4%). Si conferma lo scenario in cui un forte rimbalzo si avrà nel terzo trimestre, grazie al crescere delle vaccinazioni; riguardo al loro ritmo, che ha accelerato, restano però rischi al ribasso. E’ quanto stimato dal centro Studi di Confindustria che ha diffuso la Congiuntura Flash. 

Dall’imponente piano Ng-Eu, ai nastri di partenza, arriverà un aiuto alla ripresa già nella seconda metà del 2021. I consumi sono pronti a ripartire, gli investimenti in recupero, l’export in risalita accidentata. L’Italia, con un ampio gap tra servizi e industria, meno occupati, ma anche tassi di interesse ai minimi, è in linea con l’Eurozona, che procede a velocità ridotta. 

Il resto del mondo, invece, è già ripartito: crescono gli scambi mondiali, negli Usa il recupero è ben avviato, alcune commodity frenano rispetto ai massimi.  Nell’industria il pmi è salito a 59,8 a marzo e la produzione è stimata in crescita già nel primo trimestre (+1%), pur con forte eterogeneità settoriale. Il nodo restano, finora, i servizi, dove l’attività è ancora in flessione (pmi sceso a 48,6); la graduale riapertura, nelle prossime settimane, di diverse attività terziarie induce a prevedere un progressivo ritorno in territorio positivo. 

Da febbraio 2020 a marzo 2021 ci sono 896 mila occupati in meno. I più colpiti sono i lavoratori a tempo determinato (-9,4%) e gli autonomi (-6,6%). Per i primi, alla maggiore elasticità al ciclo economico, si aggiunge, in questa crisi, l’effetto del blocco dei licenziamenti. I secondi in molti casi hanno dovuto fermare la loro attività, per le restrizioni in settori dei servizi in cui sono più presenti.

I consumi sono stati fiacchi nel primo trimestre: l’Icc segnala un calo a marzo, a causa delle restrizioni che hanno bloccato la spesa per turismo e mobilità; gli acquisti di beni sono in lieve recupero. Migliori prospettive per il secondo e terzo trimestre, grazie alle riaperture programmate che preludono a un rimbalzo. Lo conferma la risalita della fiducia delle famiglie in aprile. Piatti, invece, gli ordini interni dei produttori di beni di consumo, segno che tra le famiglie resta finora molta prudenza. 

I prestiti alle imprese restano in crescita (+7,6% annuo a febbraio), ma il maggior debito non si traduce tutto in investimenti, perché in molti settori serve a finanziare il capitale circolante. Gli ordini di beni strumentali risalgono rapidamente, dall’interno e dall’estero. Nel complesso, le prospettive sono di un buon recupero degli investimenti dai minimi, anche grazie a quelli pubblici.  La situazione sui mercati finanziari resta favorevole: il rendimento del Btp decennale è salito marginalmente in aprile, appena sopra i minimi (0,70% in media); lo spread sulla Germania è stabile da febbraio intorno a +0,99%. I tassi europei hanno risentito pochissimo del rialzo negli Usa, grazie alla BCE che ha accelerato gli acquisti di titoli. Ciò contiene il costo dell’alto debito italiano.  L’export italiano di beni ha frenato a febbraio (-0,3% a prezzi costanti, dopo +1,6%).

Lo stop è riconducibile a un calo delle vendite extra-Ue, tornate poi a crescere a marzo (+2,5% in valore). Le prospettive per i mesi primaverili sono positive, come segnala il miglioramento degli ordini esteri manifatturieri, sopra i livelli pre-crisi, anche grazie all’attesa accelerazione di domanda e filiere di produzione in Europa. Tuttavia, restano pressioni al rialzo su prezzi e tempi di consegna di vari input.  Prosegue l’espansione del commercio (+0,3% a febbraio), ben sopra i livelli pre-crisi.

La crescita è trainata dagli scambi dei paesi asiatici e della Cina in particolare. Le prospettive sono in miglioramento, come segnalano gli ordini esteri globali (Pmi salito a 52,4 a marzo). Frenano alcune commodity. La risalita del prezzo del Brent sembra essersi esaurita in aprile: 64 dollari al barile in media, precisamente ai livelli pre-Covid. Già a marzo le commodity agricole mostravano un’interruzione del trend rialzista (grano -1,5%), mentre per i metalli proseguiva il rincaro (rame +6,1%). 

Gli indicatori per il secondo trimestre descrivono, per l’Eurozona, un’economia che marcia con un unico motore, l’industria, che registra un recupero significativo secondo il Pmi (63,4 in aprile). La fiducia delle imprese industriali in aprile ha continuato a crescere, grazie a migliori ordini e aspettative; in Germania le attese sulla produzione sono salite a valori record. Dopo il calo del Pil nel primo trimestre (-0,6%), si conferma dunque che una piena ripresa è rinviata al terzo trimestre.  Il rimbalzo sarà guidato dai consumi, grazie anche al risparmio accumulato, con una domanda che si riverserà in servizi come “viaggi”, “ricreazione”, “ricettivi e di ristorazione”, attività bloccate da tempo dalle misure anti-Covid. 

A marzo il mercato del lavoro Usa ha registrato la creazione di ben 916 mila posti di lavoro, di cui quasi 517 mila nel settore privato. Dei 22,3 milioni persi a causa della pandemia tra marzo e aprile 2020, sono stati recuperati circa 14 milioni di posti (10,6 nel settore privato). Ciò ha riportato il tasso di disoccupazione al 6%, da un massimo di 14,8% nel 2020. Anche le richieste di sussidi di disoccupazione hanno proseguito il significativo calo: a metà aprile sono state 547 mila quelle “iniziali” e 3,7 milioni le “continue”, rispetto ai 6,1 milioni e 23,1 milioni toccati nell’aprile 2020. 

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